L’impulsività di Giulia Agostini

Giulia Agostini nasce a Padova, nell’ 83, città dove vive per la maggior parte del tempo.
Finito il liceo artistico, si innamora della fotografia, tramite la quale riesce ad avere molte soddisfazioni. È consapevole che ha ancora molto da imparare, ma ormai ne è innamorata.

Come ti sei appassionata alla fotografia?
È stato grazie ad un regalo, una macchinetta fotografica digitale con poche pretese. Poi un amico, appassionato della fotografia, vide alcuni miei scatti e mi mostrò flickr. Da lì è iniziato tutto.

Dove trovi ispirazione per la tua fotografia?
Sicuramente, non è una costante. Spesso, per me, è preceduta da momenti di inquitudine e particolari stati d’animo, tendenzialmente lo sconforto. Infatti parte del mio lavoro è dominato dall’impulsività. il resto sono solo dei sogni, o facce di gente.

Analogico o digitale?
Entrambi. A volte è una questione di comodità altre di tempo.
Alcuni dei tuoi fotografi preferiti?
Molti sono proprio fotografi emergenti, che ho conosciuto tramite flickr o web. Faccio dei nomi: Parker Fitzgerald, Helena Vieira o Ezgi Polat. Tra i nomi più conosciuti, senza ordine d’importanza. David Hamilton, Terry Richardson, Stanley Kubrick.


Cosa fai quando non fotografi?
M’appassiona personalizzare t-shirt e scarpe, tutto accompagnato da caffè e sigarette.
Un film, un libro, una canzone.
Coffee and cigarettes di J.J, Cento sonetti d’amore di P.Neruda, Like spinning plates dei Radiohead.
La tua prossima sfida?
Cambiare in meglio.

Potete seguire Giulia sul suo sito personale www.giuliaagostini.com.