Citroën, Grand Prix di Pubblicità Italia

Avete voglia di pubblicizzare un prodotto? Per risultare vincenti, non mostratelo.
Lo spot Need better clothes si è aggiudicato la quattordicesima edizione del Grand Prix di Pubblicità Italia. La creatività è firmata dall’agenzia Lorenzo Marini & Associati, con produzione di Spider J.Film. A incoronare il vincitore è stato il pubblico del Teatro Nazionale di Milano durante serata condotta da Piero Chiambretti. La campagna vincitrice entra di diritto nella short list del New York Festivals, con cui il Grand Prix ha una partnership da oltre dieci anni. Al secondo posto lo spot ‘Il calcio più bello’ e sul terzo gradino del podio si è piazzato lo spot ‘Heavy digestion’.
Nel corso della serata sono stati attribuiti anche i premi di categoria decisi dalla Giuria del Grand Prix Advertising Strategies, composta da esperti di marketing di alcune fra le più importanti aziende che operano nel nostro Paese. Tra i premi assegnati, notiamo la sezione Follower/Intraprendente, vinta da Buio per Citroën, agenzia Euro Rscg Milano, cdp K48.
K48 è uno studio creativo composto da un team di professionisti che vantano una consistente esperienza nel settore della comunicazione. Nasce nel 2007 dall’idea di Leone Balduzzi, fotografo e regista dal background musicale, approdato nel campo pubblicitario e con un passato da giornalista. Importanti collaborazioni sono state avviate, in questi anni, sia sul territorio nazionale che internazionale, creando spot pubblicitari anche per Vodafone, Ford, Guru, Levi’s e molte altre.
Abbiamo incontrato Leone Balduzzi, il regista che ha diretto lo spot vincitore, scambiandoci qualche chiacchiera.

Cosa hai pensato quando sei stato contattato per realizzare lo spot?
Leggendone la creatività, ho ritenuto audace l’idea di sponsorizzare qualcosa che in realtà non si vedeva, o meglio, si sarebbe dovuto vedere solamente alla fine. Realizzare questo spot è stato molto stimolante per me, perchè è molto difficile rendere l’idea di qualità, di un prodotto che non è immediatamente visibile all’utente, il quale si deve fidare di chi glielo propone.
Come hai accolto la notizia della vincita del premio?
Sin dal momento in cui ho ricevuto il progetto era chiaro che i creativi avessero voglia di realizzare una campagna che restasse fortemente impressa e che andasse in una direzione inversa rispetto ai canoni del mercato, quindi, non sono stato per nulla stupito della candidatura e della conseguente vincita.
Cosa ne pensi della direzione che sta prendendo il linguaggio pubblicitario?
I classici mezzi di comunicazione hanno lasciato il posto ai nuovi media che offrono la grande occasione di creare contenuti con dei budget accessibili, ma questo nuovo mercato non ha pietà per le idee mediocri. Credo che tutte le idee possano avere una potenzialità, la differenza è racchiusa nel come le si racconta.

In una fase di sovraffollamento mediatico di immagini, dove il consumatore fagocita indistintamente le informazioni sui prodotti, celare per creare una tensione emotiva tra bisogno e soddisfazione dello stesso, risulta essere l’arma vincente. Liberiamoci del superfluo e raggiungiamo il nocciolo della questione. Less is more.