Google: il costo della vita in real time

Rivoluzione, l’ennesima per la compagnia di Mountain View, quella che si appresta ad essere lanciata sul web dal colosso dei motori di ricerca.
Il Google Price Index (GPI), rispecchia infatti il cambiamento che in questi anni vede l’economia mondiale riconfigurarsi sempre più come “world wide”, lasciandosi alle spalle un’era fatta di bollettini, comunicati e indici di cadenza quasi mai giornaliera, che rendevano il mercato parecchio incerto visto anche l’elevatissimo volume di transazioni a livello mondiale.

Ma cos’è il Google Price Index? E che vantaggi porterà ai consumatori?
Il Google Price Index è uno strumento che si propone di analizzare il tasso di inflazione nel mondo, basandosi sul commercio online.
Un’alternativa al Consumer Price Index (Cpi) redatto dal Bureau of Labor Statistics, equivalente americano dell’Istat, su base mensile. Il principale vantaggio del Google Price Index è quello di fornire al consumatore un quadro rapido ed aggiornato del costo della vita, un quadro ancora più ampio se si pensa che, il colosso del web, per certi versi, acquisisce ed ha in archivio molti più dati di quelli che la Banca Mondiale ha a disposizione.

Nonostante il Google Price Index, si configuri come un’innovazione in piena regola, i tempi non sono ancora maturi per goderne appieno i frutti, le stime e i dati raccolti  per l’elaborazione del Consumer Price Index, infatti, sono basati sull’economia reale, che in generale sono diversi da quella dell’economia del web, il che rende il tool di Google più un’alternativa che un sostituto del Cpi.
Aldilà del problema di tempistica, siamo pronti a scommettere sul Google Price Index, che rappresenta a detta di molti un vero e proprio ponte tra la ormai declinante local-economy e la nuova net-economy, una nuova era in cui la rapidità e la facilità di reperimento dell’informazione sono le caratteristiche più ambite da consumatori e investitori.