Batman, al femminile

Una nuova testata (Batwoman), un vecchio personaggio in una versione più moderna che mai (Kate Kane), uno scrittore (Greg Rucka), tre disegnatori (J.H. Williams III, Dave Stewart, Todd Klein) e un colorista (Jock): è questa la ricetta di uno dei titoli DC più avvincenti e ben fatti degli ultimi anni.

La protagonista è Kate Kane, che ha deciso di indossare il costume da Batwoman dopo essere stata espulsa dall’esercito per condotta omosessuale. La cosa ironica è che, nel lontano 1956, Kate era stata inserita nell’universo DC come fidanzata di Batman proprio per fugare qualsiasi dubbio sulla presunta omosessualità dell’eroe. Un personaggio riparatore, insomma, che grazie alla penna di Greg Rucka è riuscito a trasformarsi in qualcosa di più. In molto di più, al di là di ogni stereotipo.

Quello che colpisce di Batwoman sono sicuramente le illustrazioni, non solo per la loro bellezza, ma per quanto riescono a fondersi con la storia. Le matite si alternano a seconda delle necessità narrative, i colori sottolineano l’atmosfera, la disposizione in pagina delle vignette rompe gli schemi, le immagini si prendono lo spazio di cui hanno bisogno, elementi grafici come le onomatopee e i baloon diventano parte integrante del racconto. Ma, soprattutto, il rosso di Kate, dei suoi capelli, del suo costume, delle sue labbra, si staglia sulla notte di Gotham, restituendoci tutta l’oscurità della città di Batman.
Ed è proprio questa fusione fra illustrazioni e storia narrata a rendere Batwoman un titolo assolutamente innovativo e da non perdere.

(Il primo volume di Batwoman è pubblicato in Italia dalla Planeta DeAgostini, 224 pagine, 22 euro).