La maglia è di classe

La maglieria. Cosa vi fa ricordare? I maglioni degli anni Ottanta, quelli patchwork con mille colori come un puzzle, oppure le felpe di lana grossa con cui coprirsi nella calde notti di inverno attorno al fuoco. Gli scialle. Le coperte a mo’ di plaid. Oppure ancora i cappelli anni ’90 molto hip hop, quelli che ora non mettereste mai, ma che vorreste ripristinare con tutto il cuore. A noi la maglieria riporta alla mente  l’antico (e sempre attuale) aggeggio della Barbie, con cui fabbricavamo tanti bei tubi di lana (chiamandoli vestitini) per le nostre bamboline. La Maglieria della Barbie, per intenderci. Lana rossa, gialla, verde. Era bello toccare quel materiale così confortante ed inserirlo negli ingranaggi, per poi spingere la manovella e vedere uscire tante creazioni simili a tubetti di maionese con cui coprivamo le nostre care Barbie.

La maglieria non passa mai di moda, ci accompagna da sempre sia d’inverno che d’estate, e finalmente una mostra le rende omaggio:“Unravel. Knitwear in Fashion”, ad Anversa, al Fashion Museum, MoMU, Natiolalestraat 28, dal 16 Marzo al 14 Agosto 2011.

Sbrogliare la lana, come dice il titolo (“Unravel” significa sbrogliare n.d.r) per rivistarla. Farla rivivere nelle opere d’arte di stilisti e designer come Vivienne Westwood e Chanel, Missoni, Sandra Backlund e Mark Fast, per riscoprire la bellezza del filo tessuto che disegna le nostre vite, il nostro passato e il nostro presente.

Cos’è la maglieria oggi? Lacci neon, texture plastificate, cuoio tagliato al laser, tutti contrapposti come un “gira la moda” contemporaneo, tanto per rimanere in tema di gioco. Perché è così, si tratta di un esperimento ludico in cui la maglieria si abbraccia e si intreccia con materiali d’avanguardia, incastrandosi come tanti tasselli di esperimenti modaioli, tutti da colorare e abbinare.

La lana è un filo che ci accompagna come un discorso, come un escamotage per Arianna e Teseo, come un’installazione che profuma di antico e presente, come un passatempo per rilassarci davanti ad un bel film o ad un bel libro. Fa, insomma, parte di tutti noi.

La moda contemporanea rivisita la maglieria conservando il suo prezioso scrigno. La applica a nuovi volumi, la modella in sculture morbide tutte da indossare e vivere, unendo materiali diversi come la viscosa e i filati elastomeri, mantenendo quel rapporto antico in cui il filato viene messo in moto dagli aghi, unendo pensiero, meccanica, atto artigianale, concetto, fantasia, immaginazione.

La lana viene usata anche per distorcere silhouette tradizionali, per trasformare capi che potrebbero sapere di vecchio e consunto, che ora invece, vengono rivitalizzati e vivono di vita nuova.

Mattoncini che abbinati compongono cose nuove, nuovi materiali abbinati a tradizionali, una cosa tira l’alta, una cosa tira l’Arte. Come Chanel ha dimostrato in tanti anni di classe, la classe non passa mai di moda. Unravel è una mostra strabiliante che prova davvero quanto mademoiselle avesse ragione.