Arte/fotografia: Chiara Fersini

La fotografia è solo il punto di partenza per Chiara Fersini, talentuosa artista italiana.
L’amore per l’arte nasce sin dalla tenera età, anni in cui la madre le insegna a vedere oltre la realtà e la incoraggia a cimentarsi con le arti visive. Da allora questa passione è andata sempre crescendo trasformandosi in qualcosa che non è soltanto hobby o semplice passatempo, ma qualcosa di più.

La fotografia per te è?
Ciò che connette la realtà alla fantasia.
La tua prima memoria fotografica?
In Giappone, 4 anni fa, sul letto della mia camera ho iniziato a fotografare una mia amica per gioco e ho capito che non avrei più potuto fare a meno della fotografia.

Come ti sei avvicinata alla fotografia?
Fino al fatidico giorno descritto sopra, consideravo la fotografia un mero strumento per documentare la realtà e siccome ho sempre avuto un’avversione per quest’ultima non è mai stata un’attività che mi ha interessato. Il colpo di fulmine è scattato appunto in Giappone grazie a un amico canadese che mi ha iscritta su Flickr permettendomi di vedere i lavori di artisti fantastici. Questo mi ha spinta a provare.
La tua prima macchina fotografica?
Una compatta Canon.
L’ultima?
La mia attuale Canon Eos 500 D.

Che rapporto hai con il digitale?
Amo il digitale, sono nata nell’era digitale quindi è una realtà in cui mi sento a mio agio, non tornerei all’analogico per niente al mondo. Sono una fan dell’evoluzione.

Da fotografare: meglio un corpo femminile o maschile?
Femminile, per tante ragioni. Quella principale è che come donna mi trovo molto meglio nel rappresentare e interpretare (visto che la maggior parte dei miei lavori sono autoritratti) un corpo femminile e di conseguenza la sua essenza.

Se esistesse il nobel per la fotografia tu a chi lo daresti?
A una grande artista nonché amica: Kirsty Mitchell.
Un fotografo italiano che stimi particolarmente?
Federico Erra.

La soddisfazione più grande?
Quando riesco a trasmettere emozioni e sentimenti attraverso le mie foto e la gente riesce a immedesimarsi  nell’opera, amandola così come l’ho amata io.
Delusione invece?
Sono delusa dal fatto che in Italia un giovane artista debba intraprendere una sorta di guerra contro gli artisti stranieri (molto più “coccolati”) per poter vedere valorizzato il suo lavoro.

I peggiori 50 euro della tua vita?
Quelli persi per strada.
Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?
Difficile. Vorrei avere un armadio che mi portasse in un mondo fantastico come nelle “Cronache di Narnia”.
Un viaggio, dove?
A Kyoto.
Un film, un libro e una canzone.
Hereafter, Marina di Carlos Ruiz Zafon e Di nascosto di Max Gazzé.

Una cosa che vorresti dire, ma che non ti è stata chiesta?
Non sono una fotografa nel vero senso del termine, sia perché da autodidatta uso la macchina fotografica per istinto e non mi interessa la parte tecnica della fotografia, sia perché per me una foto è solo un punto di partenza. Tendo più alla pittura che alla fotografia intesa nel suo significato più puro. Le mie fonti d’ispirazione sono infatti illustratori italiani e stranieri e i grandi pittori italiani come Caravaggio o i preraffaelliti.

Il suo sito personale www.himitsuhana.com