Lex Luthor: man of steel

Chi non conosce Superman e Lex Luthor? Nessuno, molto probabilmente.
Grazie a fumetti, cartoni animati, film vecchi, film nuovi, telefilm vecchi e nuovi chiunque ne ha almeno una conoscenza elementare. Superman è l’eroe, Lex Luthor il suo nemico numero uno: il primo pensa a salvare l’umanità, il secondo pensa solo al proprio interesse e a disfarsi di Superman. Detta così sembra che ci siano solo bianchi e neri. Ma non è del tutto vero.

Negli ultimi anni la figura del cattivo, del villain, nei comics ha subito un’evoluzione. Da semplice nemico da sconfiggere nel corso di ogni nuovo episodio, il villain è diventato un personaggio con una sua personalità, una sua profondità, una sua indipendenza dal buono, fino a diventare il protagonista di intere serie.
Lex Luthor: man of steel include tutto questo e va pure oltre: racconta la figura di Superman dal punto di vista di Luthor, mostrandoci le motivazioni che spingono quest’ultimo a voler eliminare il supereroe, mostrandoci i grigi, senza dover necessariamente ribaltare i ruoli.

Superman continua a fare quello che ha sempre fatto: salvare vite, salvare la terra. Lex uguale: si situa in una regione opaca, dove oscilla fra la bontà delle proprie intenzioni e il male che in realtà fa per ottenere ciò che vuole e per favorire i propri affari. Ma se prima potevamo solo intuirlo, adesso sappiamo esattamente cosa lo muove.
Dice Luthor: «Quegli occhi rossi, sono sicuro mi guardano attraverso, come se non fossi altro che un fastidio. Ma quando io vedo te? Vedo qualcosa che nessun uomo potrà mai essere. Vedo la fine. La fine del nostro potenziale. La fine delle nostre conquiste. La fine dei nostri sogni. Sei il mio incubo. Ma quando ti guardo, quando guardo nell’abisso, non ho paura. Fidati, non ne ho. Perché qualsiasi cosa tu abbia io ho molto di più. Ho la speranza».

Lui ha la speranza, ha Hope. Hope è il nome dell’androide, dotata di superpoteri, costruita dalle industrie di Lex per sostituirsi a Superman nell’immaginario collettivo degli abitanti di Metropolis. Un vero e proprio scontro fra le potenzialità dell’uomo e della scienza e i poteri del superuomo.
Ma non è solo la storia, scritta da Brian Azzarello, già autore di “100 Bullets”, a rendere speciale Lex Luthor: man of steel. Le illustrazioni di Lee Bermejo, infatti, fanno la loro parte. Nonostante ci siano molti bravi disegnatori di comics, difficilmente si ha l’impressione di trovarsi davanti ad un quadro, invece che a una tavola di un fumetto. Ci riesce Alex Ross, ci riesce Tim Sale e ci riesce, appunto, Lee Bermejo, autore di alcune delle più belle tavole della storia recente dei comics. Grazie al suo tratto realistico e crudo il racconto diventa corposo, palpabile, vivido, quasi tridimensionale.
Sicuramente un piacere anche per gli occhi.

(Lex Luthor: man of steel è pubblicato in Italia da Planeta DeAgostini con il titolo Luthor. Libro cartonato, 144 pagine, 14,95 €).