Acid rock, post hardcore: Tagliabuio

Tutto inizia nell’ormai lontano ottobre duemiladieci nella provincia di Macerata, in una casamatta sottoterra, ai piedi di un cimitero (il luogo ci fa intendere fin da subito come sia germogliato il sound dei Tagliabuio).

Il primo progetto del gruppo è stata la demo con Sandro Santucci alla voce, Giorgio Baioni al basso, Mattia Antonelli alla chitarra e Jacopo Pannocchia alla batteria.

All’interno del cd ci s’imbatte, in uno tra i più dannati pezzi di questo gruppo, L’Ombra del Patibolo un incrocio perfetto tra acid rock sfumato e un post hardcore nero e furibondo. Già il titolo potrebbe far intendere quel percorso visionario che il gruppo ha intrapreso e che vuole trasmettere al suo pubblico, un pubblico sempre presente e pronto a nuovi viaggi onirici.

Per certi versi i Tagliabuio sono terribilmente crudi e selvaggi legati a tratti da una malinconia che si riscontra soprattutto tra le parole dei testi che proiettano verso spazi allusivi e sconfinati. Brani corti ed essenziali dove i momenti tranquilli sono quasi inesistenti, una voce frenetica quella del cantante legata a movimenti a dir poco convulsi e ai limiti della teatralità, basso chitarra e batteria si uniscono in un tutt’uno dando vita a una fusione quasi sbalorditiva alle orecchie di chi ascolta.

Non aspettiamo altro che l’uscita del loro album, hell yeah!

Informazioni e date concerti sul loro Myspace.
Foto di Gilberto Taccari.