Theatre of Fashion

Un sito, una garanzia. La certezza di arrivare in un luogo del web in cui davvero la cultura è basilare, dove con essa si motiva ciò che osserviamo nella nostra contemporaneità e dove il passato giustifica il nostro presente. Tra performance, teatro, finzione e moda questo blog ci fa viaggiare facendoci scoprire mondi sconosciuti e sottintesi.
Conosciamo meglio Amber Jane Butchart, la mente creativa dietro questo blog.

Nome?
Amber Jane Butchart.
Età?
Ventisei.
Da dove vieni?
vivo a Benthnal Green, nell’East End di Londra ma sono cresciuta a Suffolk vicino al mare.
Lavoro?
Principalmente sono una dei componenti del gruppo The Broken Hearts. Siamo djs (sia live che alla radio) ma siamo anche coinvolte in altri progetti creativi. Lavoro anche come consulente di tendenze, designer freelance e come storica della moda.
Il tuo blog si chiama Theatre of Fashion. Perché hai scelto questo nome? C’è qualche collegamento con il mondo del teatro e della performance?
Certamente! Credo che la moda sia una performance continua. Ogni volta che ci vestiamo interpretiamo un ruolo. M’interessa la moda sotto il punto di vista performativo, ma anche tutte quelle discipline in cui la moda e la performance si uniscono in un senso più tradizionale, ad esempio la costumistica per il cinema o per il teatro. Tutto ciò che ha a che fare con la cultura visuale influenza le tendenze della moda, e questo è quello che mi piace esplorare maggiormente.
Perché hai deciso di aprire un blog?
L’ho fatto perché sentivo che nel web, la storia della moda e come questa influenzi le tendenze contemporanee, erano aspetti poco approfonditi. Internet è dominata da blogs di streetstyle o di personal style e sono stata felice di aprire questo mondo ad una sfera più ampia. Mostrare come l’arte, il film, il teatro e la cultura pop influenzino e ispirino le tendenze dell’abbigliamento. Esistono però un paio di blog accademici molto interessanti, www.iheartthreadbared.wordpress.com e www.wornthrough.com e alcune blogger conosciute come Tavi e Susie Bubble che a volte s’interessano anche alla storia della moda. Purtroppo questo genere di contenuti è minimo rispetto all’enormità della rete. Io sono interessata a scrivere di qualcosa che sia accessibile e che si differenzi dal mainstream del web.
Dal punto di vista lavorativo sei immersa nella moda e nella sua storia, come questo influenza il tuo blog?
Il blog risente molto l’influenza del mio lavoro. Nel mio impiego come consulente freelance devo conoscere bene tutte le tendenze del momento, così la lettura approfondita delle sfilate occupa una considerevole porzione mio blog. Mi piace prendere le collezioni e sezionarle, metterle all’interno di un contesto più ampio. Porle in quello che sta succedendo nel mondo oggi e in quello che è successo nel passato.
All’interno del tuo blog spieghi, utilizzando ricerche storiche, alcuni elementi che sono presenti nella moda contemporanea. Dove trovi il materiale che usi per supportare le tuoi post?
Ho studiato tantissima storia della moda. Ho frequentato un master pesso il London College of Fashion e sono stata ricercatrice del Centro che ha sede lì e alla Central Saint Martin; quindi molta della mia conoscenza in materia proviene da queste esperienze. Nello stesso tempo leggo moltissimi libri al riguardo. Penso che il blog sia un buon mezzo per mixare media vecchi e nuovi, nello stesso tempo è utile poter usare immagini trovate e anche utilizzare le immagini che provengono dai miei lettori.
Hai detto che lavori come freelance per WSGN, l’agenzia internazionale di analisi tendenze, come hai iniziato questa collaborazione?
Ho iniziato a lavorare con WGSN quando ero Head Buyer e analista tendenze per la catena vintage Beyond Retro. Mi divertivo molto con l’aspetto di previsione tendenze che faceva parte del mio lavoro, quindi ho contattato WGSN e ho mandato il mio cv. Al tempo WGSN iniziava ad occuparsi di Vintage quindi sono stati felici di coinvolgermi. Il vintage è una parte importante dei siti di previsione tendenze, non solo per lo street style ma anche per le ispirazioni future.

Come hai scoperto la tua passione per la moda?

Non sono sempre stata interessata alla moda ma gli abiti mi hanno sempre appassionata. Quando ero più giovane andavo spesso in giro per i Charity Shops. Sono sempre stata ossessionata dagli abiti e dalla creazione del mio look. Ero un’anti-modaiola e se qualcosa che portavo diventava improvvisamente di tendenza smettevo di indossarlo. Mi sono interessata alla moda come industria e sistema soprattutto grazie al mio lavoro presso Beyond Retro – ho iniziato a lavorare lì perchè mi piacevano gli abiti d’epoca ma con il tempo ho imparato ad apprezzare i vestiti e allo stesso tempo anche gli stili contemporanei.

Come hai già detto hai lavorato come head buyer presso la catena vintage Beyond Retro. In base alla tua esperienza e alla tua formazione cosa pensi del fenomeno vintage? Credi che sia diventato uno stile inflazionato destinato ad un lento esaurimento?

Penso che il termine “vintage” sia decisamente sfruttato, le persone usano questa parola  indicando gli abiti delle strade famose che sono vecchi solo di qualche mese e sta diventando un pò ridicolo. Non penso che i consumatori, o l’intera industria della moda, si annoieranno mai del vintage. È un modo fantastico per mantenere la propria individualità, e credo che sia importante, specialmente a causa della recente ossessione verso lo street style. Penso inoltre che il vintage sia una risorsa in esaurimento, quando lavoravo come buyer di vintage diventava sempre più difficile reperire veri pezzi da collezione, anche perché molte persone adesso conoscono il loro valore. Il nord America è un campo migliore rispetto all’Europa e mantiene un prezzo competitivo, anche perchè c’è più disponibilità. Penso che i prezzi degli abiti d’epoca, soprattutto quelli degli anni ’60 e posteriori, continueranno ad aumentare via via che diminuirà la loro reperibilità.

Cosa vorresti fare da grande?

Quando ero più piccola non sapevo cosa fare da grande – non ho mai avuto un piano! Ma adesso voglio continuare con tutto ciò che sto facendo ora – Mi piace lavorare nella moda  e nella musica.

Se non lavorassi nella moda, cosa faresti adesso?

La musica e la moda hanno uguale importanza per me, quindi se la moda non fosse stata cosi importante sarei comunque nel mondo della musica, facendo la Dj.

Progetti futuri?

Con il mio gruppo, Broken Hearts, stiamo per iniziare un programma radiofonico sulla radio Jazz FM. Siamo state molto occupate per realizzare questo progetto, è uno show sulla musica swing dal 1930 fino ai giorni nostri e discuteremo anche di tendenze moda. Siamo inoltre occupate a realizzare una compilation che uscirà in contemporanea con il programma a Luglio che si chiamerà Peppermint Candy (potete vedere tutti gli aggiornamenti sulla pagina di Facebook : Facebook.

Ed ora per concludere, cogliamo l’occasione per chiederti, quali sono le tendenze future? Dacci qualche anticipazione.

La moda si muove così velocemente che le tendenze arrivano e scompaiono velocemente. Ciò che vedo davvero interessante al momento sono le stampe di William Morris, ispiratrici. Ci sono moltissime stampe floreali per l’arredamento nelle collezioni per l’autunno che sono perfettamente in linea con la mostra “Cult of Beauty” che ha appena aperto al V&A Museum a Londra. Queste tendenze si focalizzano sul quell’universo artistico che rimandano graficamente alla Cina e al Giappone e anche alle stampe Liberty.

Si possono vedere queste influenze sulla collezione pre-fall di Balenciaga, nelle collezioni invernali di May Katrantzou, Cacharel, Jonathon Saunders, Bally, Just Cavalli (AW 10), Stella McCartney Resort 2011 (nelle stampe), Ralph Laure e Louis Vuitton SS11 (i rimandi alla cina qui sono evidenti). C’è anche la collaborazione Liberty/Nike che è molto interessante. Penso sia davvero bello quando il passato influenza il futuro!

credits: foto by Anthony Lycett