Un tè con Chiara Attorre

Creare un mondo magico e poetico e popolarlo di oggetti, disegni, cammei, colletti, donne affascinanti e piume di pavone. Chiara Attorre, disegnatrice  ma non solo, c’è riuscita. Con le sue opere e le sue creazioni si assapora il gusto della (ri)scoperta di un mondo che sembrava perduto, nascosto nei bauli impolverati e nelle scatole di gioielli delle soffitte, un paese delle meraviglie alla ricerca della sua Alice, che rivive grazie al suo talento. Cose belle da vedere, ma non solo, infatti grazie al sito Lait Noir, è possibile acquistare i lavori di questa Amèlie italiana e concedersi un po’ di magia anche a casa.
Eccoci qua, pronti a prendere un buonissimo tè (cosa di più adatto?) con Chiara!

Tre parole per descrivere la tua produzione, quali scegli?
Vecchia. Scatola. Bottoni.
Raccontaci un po’ la tua storia: come scopri la passione per l’illustrazione?
Anche nei miei ricordi più lontani era presente una matita o un astuccio di colori. il mio percorso artistico l’ho intrapreso presto, con la convinzione di non voler diventare artista ma designer. Così, dopo cinque anni di grafica all’istituto d’arte, ho proseguito gli studi specializzandomi nella comunicazione visiva a Roma, ambito in cui lavoro ormai da nove anni. Da un anno esatto mi trovo a Milano.

In qualche modo contamini la tua produzione grafica con un altro mezzo espressivo: parlo della fotografia. quanta importanza ha questo nella tua produzione?
Colui che mi ha aperto gli occhi sulla fotografia è il mio ragazzo, professionista con cui collaboro spesso. Ciò che preferisco fare è organizzare la scena, truccare e pettinare la modella, vestirla, guidarla nella posa. Insomma creare la fotografia, senza necessariamente scattarla; mi piace molto anche la fase della post-produzione.

Ci parli un po’ di Lait Noir | Art & Clothes, il tuo shop online? Come e quando nasce?
Nasce nell’estate 2010, ed è un contenitore in cui miscelare tutto quello che da sempre mi appassiona, dando finalmente spazio anche all’arte applicata oltre che alla grafica e al disegno.
Highlights di una giovane talentuosa: quali sono i momenti che ricordi con maggiore affetto?
Il momento in cui ho deciso di mettere in moto questa piccola macchina, quel periodo in cui non sapevo assolutamente cosa stessi facendo ma, pubblicando di tanto in tanto qualcosa, ricevevo apprezzamenti che facevano sì che tutto diventasse vero tra le mie mani. Senza questi incoraggiamenti, soprattutto quello di Eleonora (www.socute.it), non avrei avuto la costanza di farlo davvero.

E nel futuro cosa c’è?
Stoffa, sicuramente altri disegni. La grafica. Viaggi. Le mie gatte e la mia famiglia.
Chi popola l’immaginario di Chiara Attorre? Quali le maggiori ispirazioni?
Mi attraggono, allo stesso modo, i b-movie come i tetti parigini. A grandi linee, disegno se ho l’umore giù, progetto per Lait Noir se sono più serena.
Tra gli artisti italiani contemporanei: un nome, un consiglio per i lettori di Enquire.
Non è italiano ma vive in Italia, Daniel Egneus: il mio illustratore preferito in assoluto.

Se la tua vita fosse un film, chi vorresti ci fosse ad interpretarti, chi a dirigerlo?
Bergman regista, WinonaRyder e Vincent Price interpreti.
Un viaggio, dove?
Vorrei visitare la Transilvania, ma mi ci vorrebbe un po’ di sole… Facciamo Parigi in primavera.

Per concludere: una canzone, un libro e un film.
Hand in glove, Artista e designer e Rosemary’s baby.

Ringraziamo Chiara e vi consigliamo di andare a visitare il suo sito personale www.chiarattorre.com e www.laitnoir.it