Egos, crossover project

Salvatore Vitale nasce a Palermo nel 1986, vive a Lugano. Muove i primi passi nella fotografia grazie all’interesse per l’immagine e ai lavori di Irving Penn, fotografo che lo ha sempre affascinato e ispirato. Predilige la fotografia analogica e il medio formato.

Jacopo Gianinazzi, in arte Jack Martin, nasce a Lugano nel 1984. Il suo stile pittorico si caratterizza per l’utilizzo di diversi materiali e il contatto vivo con la tela, la quale viene graffiata e bucata. Nel suo lavoro è evidente la costante ricerca di accostamenti cromatici, punto cardine sul quale si fonda il suo lavoro.

Egos è il loro progetto di fusione tra fotografia e pittura.

Fotografia e pittura che si fondono insieme. Sicuramente non è la prima volta che assistiamo a tale unione. Perché questa scelta per voi?
Veniamo da due mondi apparentemente molto diversi, ma spesso accostati. Discutendone è nata l’idea di far convogliare il nostro modo di creare immagini in modo da dar vita a qualcosa che non sia né fotografia né pittura, un’immagine a sé stante, con una sua vita, un suo potenziale, una sua forma espressiva.
Il lavoro non si limita al semplice dipingere sulla foto, ma è un farsi trasportare, una sorta di processo che reinventa la foto, che aggiunge significato e la rende “altro”.
EGOS, come detto, è dunque l’unione fra fotografia e pittura in cui, però, sono due gli attori che intervengono su ciò che diviene il risultato. La fotografia cattura quella che è l’essenza del soggetto, il suo EGO innato. La pittura, invece, rappresenta il tempo, quelle vicissitudini esterne che mutano l’EGO, lo rendono in costante divenire seppur mantenente la sua forma primordiale.

Leggiamo di un lavoro strutturato dalle tempistiche e metodi rigorosi. Questo alla base del progetto Egos.
Potreste spiegarci meglio come tutto ciò avviene?

Si, il lavoro è strutturato proprio per seguire dei passaggi precisi che incidono poi sulla creazione finale. Si comincia dalla fotografia. I soggetti vengono catturati tutti allo stesso modo, non viene chiesto di posare, ma di essere più spontanei possibile. Proprio per mettere ancora più in evidenza la differenza fra ogni singolo soggetto si è scelto di seguire dei criteri stilistici ben definiti. Si tratta di ritratti classici, in bianco e nero, scattati in analogico.(Salvatore).

Una volta pronte le fotografie (sviluppate, stampate e selezionate in camera oscura) vengono digitalizzate per poter essere stampate su tela. Qui entra in gioco la pittura. Le tele sono dipinte in base alla tecnica del pittore (Jack), che si lascia trasportare e ispirare dal ritratto fotografico. Ogni soggetto offre uno stimolo che porta alla scelta dei colori, dello stile pittorico. Non si vuole mantenere inalterato il livello di “fotografia”, ma non si vuole nemmeno oscurarlo del tutto. L’immagine finale è un mix al quale non si può dare una definizione (almeno per il momento).

Avete un criterio nella scelta dei modelli/soggetti delle vostre creazioni, o solo frutto della casualità?

Non esiste un criterio di scelta dei modelli per quanto riguarda i ritratti. Chiunque sia disposto a mettersi in mostra per quello che realmente è e rappresenta è benvenuto. Lo scopo è catturare l’essenza di ognuno, il che non implica scelte riguardanti bellezza, forme, lineamenti, etnia ecc.

Per le prime tele, ad esempio, abbiamo organizzato un evento in un locale in cui invitavamo chi volesse a “prestarci il proprio volto”. Abbiamo avuto un gran riscontro e da lì hanno preso vita la maggior parte delle tele che è stato possibile vedere durante la mostra  a Lugano.

Recentemente avete esposto a Lugano. Che riscontri avete avuto?

L’esposizione di Lugano è stata la prima e, sinceramente, non sapevamo neanche noi cosa aspettarci. Abbiamo deciso di creare un evento per il vernissage con un dj set dei Le Mépris des Nuages i quali hanno pure dedicato un remix ex novo a EGOS.

È stato possibile visionare le 16 tele esposte per tre settimane.

I riscontri sono stati abbastanza positivi. In tanti si sono interessati al progetto e hanno lasciato commenti e critiche assai pertinenti. Tra questi la Radio Svizzera (Rete Tre) che ci ha intervistato e dedicando al progetto EGOS un’importante fetta di un programma del loro palinsesto di nome Baobab.

Quindi, adesso dove altro possiamo trovarvi? Progetti per il il futuro?

Per il momento stiamo valutando quale sarà la prossima tappa di EGOS. Abbiamo diversi contatti ed è nostra intenzione spostarci oltre i confini Svizzeri. Crediamo che presto sarà possibile visionare le nostre tele anche in Italia.

Abbiamo, inoltre, intenzione, e ci siamo già mossi in tal senso, per allargare il progetto partendo da un altro genere fotografico: il nudo (maschile e femminile). Troviamo possa essere interessante rappresentare i corpi in quanto anche da essi è possibile percepire l’EGO racchiuso dentro ognuno di noi.

Per maggiori informazioni il sito del progetto www.egosproject.altervista.org