Nel limbo degli Architecture in Helsinki

Se ci avessero chiesto di definire gli Architecture in Helsinki brevemente, avremmo parlato senza esitazione di una band iper-colorata, sedotta dal pop e capace di reinventarlo puntualmente con originalità.

Prima di ascoltare Moment Bends.

In Case We Die (2005), disco che ha segnato il successo della band australiana, rappresenta ancora oggi una delle miscele di elementi elettronici ed elementi acustici meglio riuscite in tempi recenti. Lo scorso 12 Aprile, dopo quasi quattro anni di silenzio, è finalmente uscito un nuovo album.

Moment Bends è l’ultimo disco degli Architecture in Helsinki, ma il primo a uscire per l’etichetta indie dance Modular. La prima cosa che colpisce di questo LP è il suono drasticamente più omogeneo rispetto a quello dei lavori precedenti. In questa quarta fatica, la band abbandona la varietà di strumenti in favore dei synth. Senza rischiare di definirlo “appiattimento”, non si può negare che questo fattore influisca pesantemente sulla vitalità e sull’energia che ha sempre caratterizzato la band. Indecisi se definirla inversione di rotta piuttosto che virata in negativo, ci limiteremo a definire Moment Bends una grande marmellata al gusto di electro-pop.

Il singolo That Beep, ormai uscito da mesi, resta probabilmente il pezzo più catchy di tutto l’album, anche se Contact High con il falsetto in stile ABBA di Cameron Bird gli va davvero molto vicino. Il funkeggiante Denial Style fa battere il piede, ma è soprattutto Escapee a lasciare l’amaro in bocca: il sapore delle occasioni mancate. Piacevole è YR Go To, così come la romanticona Sleep Talkin. Mentre c’è da chiedersi se la ballata B4 3D sia finita per errore alla fine del disco, tanto sembra un parto di una boy-band.

Ogni pezzo di Moment Bends resta lì, nel mezzo, in un limbo. E il coinvolgimento dell’ascoltatore pure.
Gli Architecture in Helsinki saranno a Milano al Circolo Magnolia il 26 Aprile e a Torino allo Spazio 211 il 25 Aprile. E nella musica, l’ultima parola spetta sempre al live. Maggiori informazioni www.grindinghalt.it