Lo stile grounge-unisex di Lina Österman

Un diploma in Fashion Knitwear presso la prestigiosa scuola londinese Central Saint Martin nel 2008, un lavoro presso Jens Laugesen ed uno stage da Martin Margiela a Parigi. Quese le esperienze che hanno formato la creatività e la tecnica progettuale della designer svedese Lina Österman. Con la sua prima linea di ready-to-wear lanciata nel 2005, chiamata Pudel, ha attirato l’attenzione dei buyers mondiali, e non solo, anche del colosso TopShop per il quale ha poi realizzato una capsule collection.

Proprio al termine del suo percorso accademico, Lina lancia una seconda linea chiamata Lina Osterman che fonde il gusto unisex che caratterizzava Pudel con una forte tendenza alla ricerca, alla cura dei dettagli e alla scelta dei materiali e delle rifiniture.
Lo stile della Osterman è inconfondibilmente rock grazie all’immagine graffiante resa attraverso jeans skinny, maglie e giacche dagli orli stramati, borchie, tanto nero e tessuti dall’aria consunta. Il suo gusto così rock’n roll di Lina subisce l’influenza del designer Ray Brown e dell’immaginario surrealista del regista di Twin Peaks, David Lynch.

Il lavoro della Osterman è stato apprezzato, in virtù della sua immagine rockeggiante, da molti musicisti per i quali ha potuto curare i costumi. Si parla di band internazionali come gli XX e gli Scissors Sisters e cantanti come Jared Leto e Lykke Li.
Per quest’estate Lina si è aperta a tessuti e colori che esulano un pò dal suo tipico stile, stizzando l’occhio verso una femminilità un pò più evidente rispetto al passato.

Ci sono gonne, camicie e abiti trasparenti in seta color nero e cipria chiaro, maglie e ciclisti in maglia di cotone traforata bianca o nera. Caratteristica della collezione è una dimensione omogena in cui capi dal sapore ruvido con ampi motivi di borchie vivono in equilibrio con i volumi fluidi della seta.

Lo stile della Osterman porta avanti quel gusto un pò punk e un pò fashion che ha contraddistinto gli ultimi anni. Niente le vieta di mutare, come è successo per questa stagione. L’evoluzione ha dato ottimi risultati, segno che a volte ammorbidire il rock con fluttuanti tessuti e trasparenze non è poi cosa così malvagia.

Il suo sito www.linaosterman.com