3perTe volume 2 – Aprile

Il secondo volume è sempre il più difficile nella carriera di una rubrica, soprattutto quando, come una bella donna, arriva in ritardo già al secondo appuntamento scusandosi goffamente.
Senza divagare troppo iniziamo parlando di Eden, sesto lavoro in studio dei Subsonica.
Esce l’8 Marzo il giorno della festa della donna, dopo essere stato preceduto dai due singoli Eden ed Istrice,  in due versioni: una classica con le dodici nuove tracce e una Deluxe Edition contente un’extra cd con nove remix.

Eden è, a detta della stessa band, la somma di tutte le remore che hanno avuto il coraggio di non farsi. La melodia è anarchica e si trova a suo agio in ritmi danzerecci, rock e minimalisti, questo grazie anche all’ampio uso dell’elettronica, che con la sua versatilità fa da filo conduttore per tutto il disco.
La voce inconfondibile di Samuel si adagia, ora arrabbiata (Benzina Ogoshi) e ora sussurrata (Eden, Istrice) sui testi che la band cura sempre con particolare attenzione, carichi di irriverenza e piccole grandi denunce (Prodotto interno Lurido).
L’album, lo ammettono anche loro, sicuramente non bisserà Microchip Emozionale, per cui resterà deluso chi spera nel ritorno alle atmosfere dell’album che più li ha resi celebri, ma rimarrà piacevolmente sorpreso chi  invece apprezza la voglia di sperimentare della band torinese.
Non ci resta quindi che aspettare il 12 Aprile quando da Milano partirà il tour, ingannando magari l’attesa chiedendoci quale sarà il terzo video, magari qualcosa di più movimentato come Il Diluvio.

Quello che vi proponiamo per secondo, è un’opera prima: The Rightful Size Of Fears dei Tsuna.
Le atmosfere sono quelle tipiche di quel genere che ondeggia tra Slow Core, Ambient e Groomy Rock: suoni viscerali, atmosfere cupe, contrapposte ad arpeggi alla Peter Buck e richiami probabilmente inconsapevoli a mostri sacri come Tom Waits, Cure, Smiths o ai meno noti Jeniferever.
La qualità è sorprendente soprattutto se si tien conto che il disco è interamente autoprodotto, ma il trucco si svela quando si viene a sapere che è stato registrato nei Sauna Recording Studios (che ha prestato le proprie competenze ad artisti come Dente e Jains). Il lavoro è stato comunque certosino, perfino copertina e art work sono autoprodotti, curate interamente dallo stesso cantante.
The Rightful Size Of Fears è una piacevole scoperta, che difficilmente troveremo sugli scaffali dei negozi, quindi per adesso dobbiamo accontentarci di scaricarlo da iTunes o Bandcamp (tsuna.bandcam.com), dove è interamente ascoltabile in streaming.

Per il terzo disco invece, una delle realtà più interessanti della scena musicale attuale (secondo il nostro modesto parere), parliamo di Don’t say We Haven’t Warn You dei Does It Offend You, Yeah?
Le sonorità spaziano dal new wave, di cui ultimamente i Klaxons sono tra i più felici esponenti, a ritmiche più techno e rock. La versatilità del gruppo è infatti assoluta: in dieci tracce troviamo pezzi post rock come Yeah!, ballate come Broken Arms, pezzi indie Rock come Pull Out My Inside e un pezzo dalle forti influenze Hip Hop come Wondering.
La loro unica parola d’ordine sembra essere imprevedibilità, ma forse non c’è troppo da stupirsi vista la sfrontatezza con cui amano presentarsi, a partire dal nome della band.
I cinque ragazzi da Reading vengono anche apprezzati per i loro concerti live, un’esplosione di energico caos organizzato.
Sono passati quasi tre anni dal primo album You Have No Idea What You’re Getting Yourself Into, ma visto il risultato diremmo che possiamo anche perdonarli.
Questo è il video che hanno scelto per presentare il disco e noi non ce la sentiamo di contraddirli.


That’s all folks, stay tuned!