Neukölln, il nuovo quartiere dell’espressione

All’uscita della stazione, appena fuori, l’aria è pervasa da un odore dolciastro. A terra  gusci vuoti dei semi di girasoli. Un gruppo di uomini esce da una panetteria “Salam aleikum” si dicono tra loro. Narghilé, ecco cos’era quel profumo fruttato. Se si alza lo sguardo si può vedere questo enorme viale srotolarsi all’infinito, tappezzato di insegne in arabo: siamo a Berlino, o meglio a Neukölln.

Se programmando un viaggio per la capitale della Germania, il quartiere che non vedete l’ora di visitare è Kreuzberg, non siete aggiornati. Ora il fermento si è spostato in quello che dai giornali tedeschi viene chiamato il “Problembezirk”, il quartiere problema. Snobbato da sempre dai berlinesi, prima in quanto periferia proletaria, poi perché abitato prevalentemente da turchi e arabi, da circa un anno, Neukölln, sia grazie alle iniziative dell’amministrazione (ndr. A Berlino ogni distretto ha un suo sindaco), sia grazie al numero sempre maggiore di giovani che vi si trasferisce, sta vivendo una sorta di rinascita.

È stata di sicuro una mossa strategica aprire l’ex aeroporto nazista di Tempelhof al pubblico regalando 386 acri di verdi agli abitanti come se i cinquanta acri del parco Hasenheide non fossero abbastanza. Effettivamente no. Al primo agognato caldo, tutti si riversano sui prati a giocare a qualsiasi tipo di sport, a prendere il sole in costume sperando di colorare il bianco cadaverico dell’inverno, ma soprattutto a fare grigliate di wurstel in compagnia di familiari e amici (non c’è da spaventarsi se al di sopra degli alberi si vede una gigantesca cappa di fumo) per cui trovare un posticino tranquillo per leggere un libro godendosi il sole non è poi così scontato.

Un’altra iniziativa che ultimamente ha riscosso molto successo, anche se in realtà è iniziata nel 2001, è il 48 Stunden Neukölln, che si tiene ogni anno a giugno. Il festival consiste in due giorni di porte aperte in tutta la parte Nord del distretto. Ogni museo, locale, bar, atelier, ma anche casa privata, può mandare il suo progetto all’organizzazione per prendere parte all’evento proponendo dell’arte. Si spazia dal reading alla fotografia, dalle performance teatrali ai video, ogni campo artistico è tenuto in considerazione ed ognuno è libero di partecipare. Questa manifestazione porta al quartiere centinaia di visitatori, per la maggior parte ragazzi, da tutta la cittá.

L’atmosfera che si respira è vivace e piena di voglia di fare. Non a caso negli ultimi tempi sono state aperte diverse gallerie gestite da giovani artisti e appassionati, così come sono sempre di più i localini arrangiati che diventano punti di riferimento del “Kiez”, cioè di un gruppo di isolati.

Transitando, infatti, davanti al Sandmann di mercoledì, nessuno sarebbe così invogliato ad entrare in quella bettola fumosa, eppure il lunedì è difficile farsi spazio tra la folla che ascolta divertita la band di turno. Tra le casette di quello che una volta era il villaggio boemo, si trova il B-Lage, che ogni domenica proietta Tatort, Crime-Fiction seguitissima dai tedeschi, ma anche da chi si cimenta nello studio della lingua locale.

La lista sarebbe davvero lunghissima. Merita una visita anche il politicamente impegnatissimo Syndikat, un ritrovo fermo nel tempo per amanti del punk, così come il Fuchs und Elster, che inaspettatamente propone serate con musica balcanica nel seminterrato mentre funge da locale qualsiasi al piano terra.

Per quanto riguarda club e discoteche, bisogna spostarsi nella zona Friedrichshain-Kreuzberg, ma potrebbe sorprendervi una domenica all’ora di pranzo sentir pompare le casse da in mezzo agli alberi, seguendo la musica vi trovereste nel mezzo di un open air accampato su una collinetta nel parco. La cosa che meraviglia ogni volta di questa città, è che non sai mai cosa si può trovare, appena il clima lo permette, nascono iniziative all’aperto di ogni tipo. Come per esempio le “Straßenfest”, versione molto meno caratteristica delle sagre nostrane piacevoli eventi in cui la strada in questione festeggia con litri di birra, concertini e bancarelle.

Dunque, se Berlino è la città povera ma felice della Germania, Neukölln è il quartiere accogliente e mediterraneo di Berlino. Sarà per i banchetti di frutta per strada, per gli odori speziati negli androni dei palazzi, sarà per il chiacchiericcio chiassoso nei locali, o sarà perché siamo a Sud rispetto al centro della città, però,è un posto in cui vale la pena andare: persino Bowie ha pensato di dover dedicare una canzone a “Neuköln”.
Ringraziamo per la gentile concessione delle foto Alessandro Serravalle.