Man Ray rivive a Lugano

Artista statunitense tra i più quotati del secolo scorso, sebbene sia stato pittore e regista di film sperimentali, lo si ricorda quasi esclusivamente per la sua produzione fotografica surrealista. New York e Ridgefield negli anni della formazione, Parigi lo vede ispirato dalla convivenza con i maggiori artisti dell’epoca, ma sarà nel dopoguerra che ne avverrà la consacrazione. Un excursus storico e biografico, oltre ad una mostra delle sue opere, un viaggio nella vita privata di un uomo che ha fatto dell’arte uno stile di vita.

Autore di immagini celeberrime come Le violon d’Ingres, figura femminile con due f di violino sulla schiena, e Cadeau, ferro da stiro con la piastra percorsa da una fila di chiodi, divenuta una vera e propria icona del Novecento, è famoso anche per la folta schiera di amanti e muse che ne hanno scandito la vita ed influnzato il percorso: Kiki de Montparnasse, Lee Miller, Nusch Eluard.

Suggestioni condivise con i suoi contemporanei, anticipatore di una ricerca artistica del Novecento che segna un punto di rottura con il passato. Innovazionie, nuove forme create con tagli di luci e ombre sapeientemente gestite. Un forte sapore metropolitano, quasi di metallo in bocca e gas di scarico nei polmoni. Passioni dalle note acute, stonate e graffianti. Le foto di Man Ray interrogano e creano un punto di riflessione in primo luogo su noi stessi.
Celebrato al Museo d’Arte di Lugano fino al 19 giugno, viene ricordato con oltre 200 opere provenienti dalla Fondazione Marconi, depositaria di una delle più fornite collezioni a livello mondiale, e da privati. L’esposizione è suddivisa in tre sezioni principali: Gli anni della formazione (fino al 1921), che Man Ray trascorse fra New York e Ridgefield nel New Jersey, sede di una vivace colonia di artisti; Il periodo parigino (1921-1940), vissuto con i più grandi artisti del Novecento; Da Hollywood a Parigi (1940-1976), dedicata agli anni di guerra e al successivo ritorno in Francia. La voce dello stesso artista, disponibile in audioguida, illustra la nascita degli scatti presenti con aneddoti tratti dall’autobiografia che scrisse. Infine, in mostra anche alcune opere di Picasso, Duchamp, Arp, Picabia e Oppenheim, utili per collocare la produzione di Man Ray in un contesto storico-artistico.

Dal 26 Marzo al 19 Giugno, maggiori informazioni www.mda.lugano.ch