Arte: Thomas Amerlynck

Nato a Anderlecht in Belgio il 29 giugno 1981, i suoi primi passi li ha fatti nell’illustrazione e nel fumetto alternativo a Bruxelles. Appassionato d’incisione ha proseguito il suo percorso alla scuola internazionale «Il Bisonte», prima di tornare in Belgio per riprendere gli studi con un master in arte grafica. Attualmente lavora nel suo studio e espone regolarmente in gallerie e concorsi a livello internazionale. È Thomas Amerlynck.

I tuoi abituali strumenti di lavoro quali sono?
Uso tutti i tipi di strumenti che graffiano, penso che abbiano una potenzialità.
La tecnica o più in generale lo stile con cui ti trovi più a tuo agio?
Non parto proprio della tecnica, per prima cosa  c’è un’idea o almeno un sentimento, dopo cerco il medium che mi aiuterà a avvicinarmi a quello che voglio. Da qualche anno mi sono fermato sull’incisione, mi permette di avere un segno quasi chirurgico. Poi traccio, graffio e mi perdo dentro questa mitologia interna di segni finché non mi ricordo più se è il mio cervello o la mia punta che comanda.

Il tuo cliente medio, o il tuo target di riferimento, chi sono o chi vorresti che fossero?
Per me i più bei clienti sono quelli che non ti aspetti. Non voglio entrare in una logica di clienti target, vorrebbe dire provare ad accontentarli  e con questo perderei la mia libertà di creazione. Magari per uno sguardo di Justin Bieber sarei anche pronto a fare uno sforzo!

Le tue creazioni: come nascono, dove o come trovi l’ispirazione, è difficile reinventarsi continuamente?
Le cose vengono naturalmente, le mie opere sono legate alla mia vita, alle mie esperienze, quello che faccio è soltanto mettere il mio sguardo su quello che mi tocca. L’importante è trasmettere qualcosa più che perdere tempo a curare per bene una bell’immagine, per me è fondamentale. Riguardo alla difficoltà di reinventarsi lo vedo anche come una cosa naturale, non dico che è facile ma credo che con l’esperienza un artista riesce a saper gestire il fatto di lasciare le sue sicurezze per qualcosa di sconosciuto, fa parte del lavoro. Quando un discorso è finito, non serve a niente ripetersi, ma magari lo possiamo riprendere in un secondo momento.

Una delusione e una soddisfazione.
La delusione è di non essere stato capace di trovare una cazzata per questa domanda. La soddisfazione è di avere scritto qualcosa!
La tua giornata tipo?
Inizia con un caffè e finisce con una birra.
Un artista che stimi particolarmente?
Francis Bacon.

Un libro, un film e una canzone.
I romanzi di successo di Daniele Steele, un film bloodsport e una canzone El nino mas bonito di Mini Daddy.
Un sogno nel cassetto?
Avere la ricetta del liquido radioattivo che ha fatto delle tartarughe ninja quello che sono.
Una cosa che vorresti dire e che invece non ti è stata chiesta?
Vorrei sapere chi ha comprato i capelli di Justin Bieber per 40688 dollari.

Potete seguire il suo blog personale www.mesgravures.blogspot.com