Illustrazione: Cristian Grossi

Cristian Grossi è designer ed illustratore per pubblicità e moda.
Parte sempre dal disegno a mano che elabora per arrivare al tratto puro della computer graphic. Rinnova frequentemente il suo stile in continua sperimentazione di nuovi media e nuove tecniche espressive.
È tra i fondatori dello studio Kreativehouse e ha un pugno di amici fidati tra i quali un cane nero di nome Gaia.

Il pittore lo immaginiamo con tavolozza e colori, lo scultore con martello e scalpello. I tuoi abituali strumenti di lavoro invece quali sono?
Lavoro molto con le chine, i diversi tipi di carta (mi piace sceglierli con calma e vedere come assorbono gli inchiostri), ed il mio portatile. Un PC, ovviamente.
È molto importante anche la compagnia di persone noiose: lavoro molto bene quando sono nervoso.
La tecnica o più in generale lo stile con cui ti trovi più a tuo agio?
Non rinnovo tanto spesso il mio look, da sempre indosso delle brutte camicie a quadri e pantaloni di velluto. Però nel disegno mi impegno per fare un lavoro ricerca continua, un continuo rinnovarmi.
Spesso consigliano ai designer e agli illustratori di connotarsi con un loro stile, di rendersi molto riconoscibili. Ecco, a me non piace quando ti riconoscono, quando dicono “beh, questo è un suo lavoro, si vede”. Io sono molto soddisfatto quando i miei più cari amici mi guardano stupiti e dicono “davvero questo coso l’hai fatto tu?”.

Il tuo cliente medio, o il tuo target di riferimento, chi sono o chi vorresti che fossero?
Ora lavoro soprattutto nei settori del fashion e della pubblicità. La moda mi piace di più, perchè mi lascia molta libertà. È fantastico quando disegni a ruota libera e ti danno solo qualche correzione di formato.
Nell’editoria e nella pubblicità è tutto più complicato. Tutti vogliono importi la loro visione del mondo, e ti ritrovi a dover interpretare le loro esigenze annullando il tuo gusto. E in men che non si dica ti ritrovi a disegnare un parco pieno di micini.

Le tue creazioni: come nascono, dove o come trovi l’ispirazione, è difficile reinventarsi continuamente?
No. Non sono un talento in fatto di tecnica nè di espressività, ma sono un creativo e non ho mai avuto problemi di “ispirazione”. È un processo naturale che non mi richiede mai troppo sforzo, in questo mi rendo conto di essere molto fortunato.

Una delusione e una soddisfazione.
Sono parecchio insicuro, sono deluso ogni volta che le mie cose non piacciono ai passanti, alla casalinga di voghera e alla zia del salumiere. Mi ripeto che non si può piacere a tutti, ma me ne dimentico in fretta. Sono soddisfatto quando posso vivere di quello che faccio, assieme agli amici con cui ho aperto il nostro studio grafico Kreativehouse.
La tua giornata tipo?
Mi sveglio tardi, salgo in studio, il telefono suona due o tre volte al massimo. Ci sono poche email, il the verde è pronto, l’erba fuori è verde e fresca e tutti sorridono. La sera stacco alle 18, faccio una passeggiata lungo le colline della mia città. Mangio un gelato. Ecco, questa è la mia giornata ideale. La mia giornata tipo uguale, ma moltiplicata per dieci, con più telefonate, e nove imprevisti aggiunti.

Illustrazione, grafica e fumetto settori molto attivi e prolifici in Italia, tuttavia fanno fatica nell’averne riconosciuto il valore. Perchè secondo te?
Non ti posso parlare dell’illustrazione in generale. Però per quanto riguarda me, posso dirti che ci sono ancora molti pregiudizi sull’illustrazione digitale. In molti pensano che se una cosa è fatta col computer non può essere arte, si tende a vedere il digitale come una “scorciatoia” piuttosto che come un linguaggio.
Un illustratore/grafico italiano che stimi particolarmente?
Uno morto (ancora per poco) Munari, e uno vivo (ancora per molto) Negrin. Il primo è un grande teorico della semplicità del design, quelli trendy direbbero che è ancora molto attuale, il secondo è duttile, originale, tecnico.

Un libro, un film e una canzone.
Malina di Ingeborg Bachmann, 2046 di Wong Kar Wai, e Pagan Poetry di Bjork.
Ebbene si, ho un terribile lato melodrammatico.
Un sogno nel cassetto invece?
Dormire un po’ di più la notte, e avere un giardino con un bel cane che scodinzola, e avere intorno persone che sorridono. Mi piace quello che sto facendo, non voglio molto di più.

Ringraziando Cristian per la sua compagnia vi lasciamo visitare il suo sito www.crixtian.it