Shoes designer reinventano le scarpe da uomo

Scarpe, scarpe, scarpe. Solitamente sono un feticcio da donne, ma è ora di sfatare questo luogo comune. Anche gli uomini sono capaci di avere almeno venti paia di scarpe, tutte diverse tra loro. D’altronde sono altrettanti i designer che si occupano di questo fantastico accessorio, fondamentale per rendere unico un outfit.

Elia Maurizi è uno di loro. Uno shoes designer curioso, modesto e motivato che sa mixare poesia, energia ed estetica.  Cresciuto nel mondo delle calzature, ancora oggi lavora nell’azienda di famiglia che porta il suo cognome. Dopo gli studi, presso Centro di Ricerca e Scuola Internazionale Calzaturiera Cercal di San Mauro Pascoli, si è fin da subito focalizzato sulla fisicità della calzatura accompagnato da una visione della moda molto lucida: Il mondo della moda è come uno specchio di fronte a noi: esprime il nostro lifestyle. Il futuro? La moda si fonderà con arte, design e food in un solo mondo creativo.

Ha raggiunto il successo nel 2009 partecipando a Who’s on Next? con una omonima linea di calzature unisex, dove ogni creazione ha un nome evocativo: Go ride amule, Je m’appelle Pierre, Je m’appelle Antoniette, Dr. Pierre, L’enfant terrible, Tu vuo’ fa’ l’americano.

È una collezione che reinterpreta il vintage, l’America degli anni ’50 e i volumi anni ’80. Per il 2011, invece, il progetto a cui sta lavorando si chiama Walk In Progress: una valigia “dei desideri” dove le calzature si accompagnano ai papillon di Francesca b e ai calzini Walk in Progress.

Quello che caratterizza le sue creazioni sono i colori, le stampe e le immagini forti accompagnati da fissaggi bio e naturali, che sono i trattamenti preferiti da Elia per le sue creazioni.

Fuori dagli schemi anche le scarpe Elsa, nate dalla collaborazione tra Els prost, designer che già in precedenza ha collaborato con grandi nome del fashion system come Dries Van Noten, Emporio Armani, Maison Martin Margiela, e Angelo Penazzato, anche lui ex shoes designer per grandi brand tra cui Costume National, Hussein Chalayan, Angelo Figus. Il punto nevralgico della loro produzione è mixare artigianato e confort in modo divertente. Questo è quello che si osserva nella loro collezione per il 2011, dove vengono messi da parte il camouflages, e i dettagli animalier della collezione invernale, per dedicarsi a colorazioni fluo sfruttando l’idea del bicolor e della differenziazione di materiali di punta e tacco rispetto al resto della scarpa per creare dinamicità e sorpresa.

Se invece preferite lo stile classico come un paio di stringate, fondamentali nell’armadio di un uomo, ma volete avere qualcosa di originale e personalizzato non potete farvi scappare le Dimmler.

Brand nato nel 2010, ha radici lontane. La sua storia inizia nel 1932, in un piccolo laboratorio artigianale di calzature  nel Valdarno, dove la ricerca di pellami pregiati uniti all’amore per il fatto a mano, davano vita a scarpe uniche. Ancora oggi sono rimaste prioritarie la fattura artigianale e la scelta delle pelli.

Oggi è possibile scegliere tra i modelli pret-à-porter, le limited edition o creare la vostra stringata on line partendo da una scarpa base pulita e rigorosa, unita a una punta tonda in modo quasi perfetto.  Potete personalizzarle tomaia, tallone, senza dimenticare la suola, la fodera e le stringe scegliendo i materiali e i colori di punta.

E se le stringate non vi bastano, ma desiderate anche un paio di mocassini, a voi ci pensa Shudy. Ready-shoes che riprendono il concetto duchampiano del ready-made. Un calco di uno dei classici intramontabili tra le scarpe da uomo, con una particolarità: sono in plastica. Nessuna cucitura, nessuna rifinitura, solo una fusione che ha preso forma in tantissimi colori dai più tenui ai più vivaci per chi vuole osare fino in fondo.

Che abbiate uno stile classico o ricercato, in ogni caso troverete, tra gli shoes designer, il paio di scarpe più adatto a voi. E se quelli sopracitati vi hanno incuriosito non vi rimanere che andare a visitare il loro sito e scoprirli fino in fondo.