Fashion Film: moving images

Il teatro e il cinema insegnano che il costume caratterizza i personaggi, serve a contestualizzarli, a dare loro una personalità e ad individuarli all’interno del racconto. L’abito personalizza e va, nello stesso tempo, interpretato. Nella vita quotidiana attraverso l’abbigliamento raccontiamo al mondo chi siamo, cosa ci piace e come vogliamo che gli altri ci vedano. Si va oltre le immagini statiche visibili su una rivista, su un sito web o su un catalogo. Cercando di sovvertire le vecchie regole del mondo della comunicazione di moda, basate sostanzialmente sulla fotografia, sono nate diverse ed interessanti iniziative atte a proporre una nuova visione che prevede il fondersi sullo stesso campo arte, moda e musica. L’utilizzo di un medium, come il video, porta la moda a vedersi impiegata in contesti più ampi rispetto al solito vecchio servizio fotografico. Viene utilizzata per cortometraggi avvenieristici, per raccontare storie dove ogni seguenza ha un senso dal punto di vista narrativo in cui l’abito assume un ruolo fondamentale.

Sono così, ad esempio, molti dei film che partecipano al Festival A Shaded View on Fashion Film (ASVOFF), organizzato dal 2008 da A Shaded View on Fashion (www.ashadedviewoffashion.com) di Diane Pernet, spazio virtuale d’avanguardia in cui viene proposto tutto ciò che è avanguardia nel mondo della moda a 360°, e realizzato in un’esposizione itinerante in collaborazione con vari musei ed istituzioni della moda di tutto il mondo. ASVOFF è un festival che include una selezione di film e un concorso, documentari e installazioni – viene detto all’interno del sito www.ashadedviewonfashionfilm.com – Il filo conduttore che lega questo programma variegato è l’utilizzo della moda, del beauty e/o dello stile come soggetto principale, tema o estetica cinematografica. Il festival è uno studio nella drammatica, nel potere e nella personificazione che la moda evoca e impone sullo schermo. Esiste dal 2005, il Fashion Film Fastival, una rassegna biennale che annovera come tappe importanti il Museum of the Moving Image in New York, Kino Svetozor in Prague and Mode Biennale in Arnhem.

Il Fashion Film nasce a Londra e si pone, non solo come momento celebrativo della moda nel cinema, ma anche come opportunità di sperimentazione pomuovendo l’unione di artisti, designers, fotografi, filmmakers, performers e musicisti. Il mezzo video ha subito una lenta ma inesorabile evoluzione per la promozione, anche pubblicitaria della moda, grazie a realtà come SHOWstudio.com, una piattaforma online fondata e diretta da Nick Knight che negli anni (SHOWstudio nasce nel lontano 1999) ha oltrepassato con successo le barriere della communicazione di moda online. Uno dei progetti più innovativi e conosciuti in tal senso è stato il video di presentazione per la collezione autunno inverno 2009 di Gareth Pugh che ha dato il via ad una collaborazione continuativa tra il designer e SHOWstudio che dura ancora oggi.

Ultimo prodotto della piattaforma di Nick Knight è il film “In Conversation, About Yohji Yamamoto” lanciato l’11 Marzo in contemporanea con l’apertura di una mostra dedicata al designer giapponese presso il Victoria and Albert Museum di Londra. Di recente pubblicazione online è la trilogia fanta-scientifica realizzata dal regista romeno Cristian Straub, intitolata “Dervishes in Space”. Sono dei science fashion film incentrati sul tema del viaggio, interiore ed esteriore, in cui la bellezza ha un ruolo fondamentale espressa nelle clip attraverso il trucco e l’abbigliamento.

La Moda attraverso il video come avvenne per la musica negli anni ’80. Una nuova necessità comunicativa tutta basata sulla sperimentazione che agisce sul pubblico impressionandolo oltre le sfilate e le fotografie. Un mondo nuovo tutto da indagare.