Fotografia: Kathéuda

Kathéuda è una fotografa tanto talentuosa quanto riservata e chiede di comparire così, con il nome preso da una performance  tenutasi a Milano, da uno spettacolo di donne e arte. E le sue foto sono specchio di questo animo, in bilico tra sensualità e innocenza infantile, tra ombra e luce: spia con discrezione l’intimità, gli amori e i rapporti umani. Questa delicatezza è senza dubbio il pregio più grande di questa giovane ragazza, classe ’85. Nasce e vive a Milano, dove sta frequentando la specialistica in filosofia, ma lavora con i bambini a tempo pieno e dice che è questa è la sua passione. Ed è grazie a loro che riesce a mantenere questo sguardo puro? Forse, ma certo è che la produzione di Kathéuda ha ancora molto da offririci.

Se dovessi scegliere tre parole per descrivere la tua fotografia, quali sarebbero?
Semplice, dolce, slavata.
La tua prima memoria fotografica?
In pullman di ritorno da una gita scolastica delle elementari apro la mia macchinetta per vedere se davvero ci fosse dentro il rullino, poi la richiudo soddisfatta:quasi tutte le foto si sono bruciate, tranne una bellissima di me e la mia migliore amica abbracciate. La foto è attaccata sopra il mio letto.
Come ti sei avvicinata alla fotografia: quando nasce questa passione? E come ti sei formata artisticamente: sei un’autodidatta o hai scelto studi specifici?
Il mio amore nasce da una passione per gli album di famiglia, dal collezionare frammenti di vita miei e altrui. Ultimamente mi ritrovo a comprare vecchie stampe di sconosciuti nei mercati dell’usato. La fotografia mi affascina perché è memoria visiva, testimonia ciò che noi scegliamo di fissare e conservare.
Negli ultimi due anni la fotografia è diventata per me empatia pura, uno strumento per avvicinarsi in maniera intima e confidenziale alle persone che ritraggo e un modo per far conoscere me stessa quando il soggetto degli scatti sono io.
Per quanto riguarda la tecnica sono autodidatta. Guardo nei libri e sul web le fotografie che mi piacciono e cerco di capire con quale macchina, pellicola o procedimento sono state scattate. Procedo per prove ed errori chiedendo ad amici fotografi di insegnarmi un po’ della loro arte.
Ricordi qual è stata la tua prima macchina fotografica? E adesso, invece, con cosa preferisci scattare? Che rapporto hai con il digitale?
Una olympus xa2, una buonissima compattina 35 mm. Ora mi piace scattare in polaroid, ne ho una decina anche se quelle che uso sono spesso solo tre, una sx-70, una 320 e una fuji istax 210. In digitale non scatto quasi nulla, uso una vecchia reflex canon Ae-1 a pellicola che per il genere di foto che faccio funziona benissimo. Ho una canon eos 400 con obiettivo standard, l’ho presa anni fa con i punti fragola dell’ esellunga ma non la utilizzo quasi mai. Non trovo che il digitale sia più comodo da usare, ci sono  troppe impostazioni, troppe possibilità di scelta  e non sono mai stata attirata dalla post-produzione.
Preferisco pochi scatti anche se  pieni di errori.

Il corpo femminile è spesso presente nelle tue opere: cosa ami di questo soggetto?
Il corpo femminile mi piace per la sua armonia, per le curve morbide e la pelle luminosa che riflette la luce. Probabilmente è un limite e spero con il tempo di allargare il mio orizzonte fotografico, ma so con certezza che la mia musa sarà sempre donna. La modella che avrò davanti sarà sempre un po’ uno specchio e la sua timidezza davanti all’ obiettivo la mia nel fotografarla.
Il tuo set preferito per scattare.
Il mio set preferito devo ancora pensarlo, di solito improvviso. Mi basta stare bene con il soggetto che ho di fronte

La tua fotografia sembra si sviluppi su due linee: uno studio particolare della luce e dell’aria, che accarezzano i corpi e le figure, e una ricerca di ambientazioni e soggetti che riportano all’infanzia. Quanto è vera questa sensazione e quanto è ricercata da te?
Osservazione sicuramente giusta, anche se le due linee sono nate spontanee. Lo studio dei corpi, le fotografie di nudo e in genere tutte quelle “in posa” sono un modo di capire e sviluppare quello che potrebbe essere il mio stile. Mentre gli scatti di bambini che giocano o le atmosfere che riportano alla infanzia sono le fotografie del cuore, momenti quotidiani felici  che mi colpiscono e che non posso fare a meno di catturare.

La soddisfazione più grande da fotografa? Delusione invece?
La soddisfazione più grande è tenere tra le mani la mia polaroid più bella ed essere tanto contenta di quel quadretto. La delusione quando non sono stata accettata alla Bauer, una scuola di fotografia molto valida qui a Milano.
Parliamo di ispirazioni: chi, tra i grandi fotografi e artisti, ha influito sulle tue opere e ha formato il tuo gusto estetico?
Ci sono moltissime fotografiche di  Helmut Newton  David Hamilton e Francesca Woodman che ho sempre presente quando scatto. Adoro inoltre tutte le polaroid di Toto Frima e Corrado Dalcò.

Invece tra la tua generazione di fotografi, quali sono i nomi da annotarsi?
La mia generazione è davvero ricca di talenti grandi e piccoli. Ogni giorno su Flickr trovo un nuovo fotografo preferito. Per cui dirò il primo e l’ultimo che in ordine di tempo mi hanno colpito. La prima è stata April-Lea (So aMused) canadese, bravissima. Secondo me non sballai uno scatto, consiglio di visitare il suo album. L’ultima è MariLeBone, una fotografa con una sensibilità particolarissima, le sue opere appartengono a un’altra dimensione, dove spazio e tempo non esistono.
E per il futuro, quali sono i progetti?
I progetti per il futuro sono un po’ confusi. Mi piacerebbe aprire un asilo privato, o insegnare filosofia  A livello fotografico penso che mi allestirò una piccola camera oscura e magari seguirò un corso per imparare un po’ di tecnica.

Se la tua vita fosse un film: chi vorresti come regista, attori e colonna sonora?
Regista: Takeshi Kitano.
Attori: Zooey Deschanel e Jim Carrey.
Colonna sonora: Yann Tiersen.
Un viaggio, dove?
Vorrei andare a Parigi.
Kathéuda in un film, un libro e una canzone.
Film: Big Fish; Libro: Madame Bovary; Canzone: Vertigine  (di Le Tracce, un gruppo emergente).

Potete seguirla sul suo flickr.