La sensualità del cibo: Lee Price

Olio su tela per un altro punto di vista. Iperrealista. La newyorkese Lee Price fagocita le sensazioni culinarie e le espelle attraverso i sensi. Il cibo diventa elemento cardine di una decorazione che è protagonista e margine al tempo stesso. Il soggetto, in questo caso tutte figure femminili, viene attorniato da ciò che mangia, in location differenti ma pur sempre cariche di significato.

La sensualità del cibo si compenetra così nella figura femminile. Fascino e carica erotica senza necessitare di troppi artifici. La donna è creatura estremamente delicata e complessa, caleidoscopio di emozioni che mutano forma, colore. Il cibo seda i bisogni latenti, agganciati sottopelle e troppo profondi per essere colmati. Nei dipinti qui riportati, espressioni, moti d’animo, meccanismi emozionali perfettamente gestiti da pennellate precise e ben stese.

Lo spettatore guarda incuriosito la scena che si presenta, sentendosi quasi come un osservatore indesiderato che ha scovato casualmente un foro nel muro. Indifferenza, solitudine, appagamento, disperazione. Donne ferite o semplicemente alla ricerca di un momento tutto per sè. Equilibrio armonico quale gioco di ruolo in cui i pigmenti interagiscono nella forma del sentire.

Una crisalide. Bellissima. Fragile. Disarmante. In a state of becoming attending to fly.