Creatività torinese: Alberto Caramello

Un altro incontro con un designer torinese; un altro interessante punto di vista su quello che succede in città, per capire meglio i personaggi che la animano e di cosa è fatta la creatività che si respira.
Ecco Alberto Caramello, designer di AC Design Studio, consulente creativo e fondatore del marchio Dot, con il quale produce oggetti in piccola serie; il brand è attivo dal 2008, anno in cui Torino è stata eletta World Design Capital. Alberto è anche membro di Turn, la Design Community torinese di cui abbiamo già avuto modo di parlare nell’articolo su Marcella Toninello.
I progetti di AC e di Dot reinterpretano la quotidianità in modo ironico e curioso, con linee e significati molto originali e personali. Alla base di tutte le realizzazioni vi è la volontà di raggiungere una giusta sintesi tra forma e funzione senza dimenticare l’aspetto della sostenibilità: Alberto collabora con artigiani locali ed i suoi oggetti sono progettati in modo che abbiano un impatto ambientale minimo.

CipCip è una casetta per uccellini in ceramica smaltata colorata. Nel caso non si avesse la possibilità di appenderla in giardino ma non si vuole rinunciare alla simpatia di questo oggetto,  può anche essere utilizzata come vaso o portaoggetti. Tutte le componenti ed i materiali utilizzati sono naturali e rispettosi dell’ambiente.

Unvase è un unico oggetto composto da due diversi vasi i quali, per mezzo di un’illusione ottica, ricreano nel loro vuoto la forma di un terzo vaso. Realizzato in ceramica smaltata, vuole stimolare l’osservatore a vedere gli oggetti della quotidianità attraverso punti di vista diversi ed insoliti.
Goodmorning è un set di tovagliette per  la colazione personalizzabile: realizzato in polipropilene, è a forma di fumetto e può essere arricchito con disegni, frasi e schizzi fatti con il pastello di cioccolato incluso. Se è un buongiorno creativo si vede dal mattino.

Alberto in poche parole.
L’Italia oggi. Un passo indietro e non più un modello di riferimento.
L’architettura/design italiano oggi. Sempre gli stessi nomi.
Un architetto/designer da conoscere. io? Tutti quelli che non finiscono sulle riviste importanti.
Un principio inviolabile. L’indipendenza. Da tutti.
Il paese/luogo/città più contemporaneo. Cina. Alcuni miei clienti sono cinesi e mi danno molta fiducia senza essere famoso e, in più, libertà di osare nel progetto.
Il paese/luogo/città dove vivere. La mia: Torino, ti seduce poco alla volta.
Il paese/luogo/città dove lavorare. Un altro pianeta, per poter reinventare tutto.
Un oggetto simbolo. La matita.
Un oggetto da buttare. Il gps, perchè perdersi, alle volte, regala delle belle sorprese.
Un oggetto che manca. Un rastrello per raccogliere le idee.
Una sfida per il futuro. Pensare al necessario e non all’accessorio.
Un concetto sopravalutato. Il 100% naturale.
Un concetto sottovalutato. La semplicità.
Una buona abitudine. Pensare semplice. È un po’ la mia filosofia di vita
Una cattiva abitudine. Creare falsi problemi.
Un’architettura da abbattere. Tutte quelle nate per abusismo edilizio.
Un’architettura da copiare. La natura?
Un materiale di ieri. La ceramica.
Un materiale di oggi. I nuovi materiali ceramici.
Un film, un libro e una canzone. American beauty, Paesi tuoi (C. Pavese), Dark state of mind- Tuatara