Illustrazione: Laura Lamoratta

Laura Lamoratta è una giovane illustratrice/grafica italiana nata a Novembre di trentuno anni fa, a Viterbo. Adesso invece vive a Pescara.
Si diploma al liceo artistico per poi studiare scenografia all’accademia di belle arti dell’Aquila.
Adesso lavora come grafica e designer.

Il pittore lo immaginiamo con tavolozza e colori, lo scultore con martello e scalpello. I tuoi abituali strumenti di lavoro invece quali sono?
Non sono sempre gli stessi, ma in genere sono il tavolo luminoso, grafite, matite, pennarelli e pantoni.
La tecnica o più in generale lo stile con cui ti trovi più a tuo agio?
Il metodo più comune inizia con la scelta di un soggetto verso la quale nasce una forte attrazione.
È raro che disegni a mano libera, ricalco quasi sempre da una stampa. Non si tratta di ottenere qualcosa tipo una “blotted line” alla Warhol, evito solo che vi sia l’aspetto di un intervento manuale ed espressivo nella linea del disegno, non mi interessa questo aspetto del lavoro. Ciò che mi affascina è tutto ciò che ne consegue e che si realizza il più delle volte con matite o pennarelli, ma anche con inchiostri da stampa o roba tipo fili o applicazioni di materiali vari.

Il tuo cliente medio, o il tuo target di riferimento, chi sono o chi vorresti che fossero?
Chiaro che la stima sincera da parte di qualche sostenitore entusiasta è sempre molto appagante, e questo è un riscontro che ottengo soprattutto tramite le pubblicazioni e le collaborazioni con i magazines. Anche i contanti i sono appaganti. I contanti entusiasti sono i più appaganti ecco.
Le tue creazioni: come nascono, dove o come trovi  l’ispirazione, è difficile reinventarsi continuamente?
Credo che tutto inizi quando rimango semplicemente attratta da un’ immagine, che a sua volta genera una sorta di immaginario. Un immaginario così ricco da  non dovermi  preoccupare di  reinventare nulla. Quando c’è un’evoluzione naturale dettata da una sperimentazione a caratterizzare un cambiamento, ciò si manifesta e anche chiaramente direi, ma quando il cambiamento è dettato da una specie di ansia o di pressione o di manie di imitazione, questo si percepisce e con altrettanta chiarezza.

Una delusione e una soddisfazione.
Delle delusioni importanti si fa fatica a parlarne, sicuro però che l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila non mi ha dato grandi soddisfazioni in special modo quando mi sono accorta  che , in un contesto dove proprio non dovrebbe succedere, si fa della cultura e della didattica un business e vengono avanti gli interessi di singoli insegnanti o di pochi eletti  piuttosto che quelli di una collettività studentesca che paga per avere una formazione.
Scrivere questa cosa mi ha appena dato molta soddisfazione e anche questa intervista.

La tua giornata tipo?
La prima fase della giornata ruota attorno gli impegni lavorativi visto che Matteo, mio marito, è tipografo e ha una tipografia/litografia dove sto gran parte della giornata. In base agli impegni lavorativi posso dedicarmi a varie collaborazioni parallele. Se non schiumo sul divano con il telecomando della Wii in mano, la sera è per il disegno o per un poker con gli amici o una birra fuori. Fortuna che arrivano anche le giornate atipiche.

Illustrazione, grafica e fumetto settori molto attivi e prolifici in Italia, tuttavia fanno fatica nell’averne riconosciuto il valore. Perchè secondo te?
Per l’Italia tutta la cultura è una faccenda un pò fastidiosa. Credo comunque che nello specifico si tratti di una lenta azione di riconoscenza in corso d’opera. E’ una questione di tempi. Qui tutto arriva tardi. A volte non arriva affatto.
Un illustratore/grafico italiano che stimi particolarmente?
Quelli che stimo particolarmente non possono essere chiamati semplicemente grafici o illustratori perchè le loro attività sconfinano e interagiscono in diversi contesti.
Sono affascinata dal modo di lavorare, oltre che dai lavori stessi, di Seb Patana che, guarda un pò, ora non è più in Italia.

Un libro, un film e una canzone.
La vita nei boschi, di Thoreau; Blade Runner di Ridley Scott ; Prepare your coffin dei Tortoise.
Un sogno nel cassetto invece?
Costruire una casa su un albero e parcheggiarci sotto la Batmobile.

Altro lo trovate sul suo myspace www.myspace.com/lauralamoratta