Arte/illustrazione: Luigi Loquarto

Luigi Loquarto nasce a Trani, dove vive tutt’ora, ventinove anni fa.
Dipinge e disegna da sempre, anche se la sua formazione non possiamo definirla accademica. È laureato infatti  in Scienze politiche.
Ha partecipato a varie esposizioni in Puglia e a Roma, e tra le sue pubblicazioni citiamo GQ, Picame Mag, Pocketful illustration Mag, ACME Mag, DodMag, Iniciadiva colectiva e tante altre.

Il pittore lo immaginiamo con tavolozza e colori, lo scultore con martello e scalpello. I tuoi abituali strumenti di lavoro invece quali sono?
In realtà gli strumenti con cui lavoro sono piuttosto ordinari. Gli acrilici dei miei dipinti, però, non sono scelti a caso; devono avere una certa consistenza e brillantezza.  Mi piace il fatto che le mie illustrazioni siano realizzate con dei semplici pennarelli così come lo erano i disegni che facevo da bambino. L’approccio, infatti,  non è affatto cambiato così come  i soggetti;  da bambino forse ero molto più bravo.

La tecnica o più in generale lo stile con cui ti trovi più a tuo agio?
Generalmente mi piace discostarmi dalla realtà. Nelle illustrazioni lo si vede meno piuttosto che nei dipinti. Nelle prime, infatti, reinvento la pelle dei  soggetti che disegno, che sono per lo più animali o volti; soggetti reali, dunque, con qualcosa di innaturale. La pelle infatti è sempre realizzata attraverso una griglia tridimensionale di particelle multicolore. Nei dipinti invece le tracce del reale sono molto meno presenti, fino a scomparire del tutto. Voglio che il mio astrattismo sia  lirico, esuberante, vivifico; anche cupo, ma mai freddo, geometrico o formale.

Il tuo cliente medio, o il tuo target di riferimento, chi sono o chi vorresti che fossero?
Non voglio e non ho un target preciso; non mi piace stringere il campo delle possibilità in genere e in particolare per il mio lavoro. Ho venduto in tutta Italia e all’estero ad una clientela di vario tipo.
Le tue creazioni: come nascono, dove o come trovi  l’ispirazione, è difficile reinventarsi continuamente?
Per dipingere o disegnare non cerco mai l’ispirazione; tuttavia, in maniera quasi rituale, predispongo l’ambiente in torno a me in maniera tale che possa darmi la giusta disposizione d’animo. Questo vuol dire che mentre disegno o dipingo almeno la musica e gli snack sono elementi immancabili nello spazio a me circostante.

Una delusione e una soddisfazione.
La soddisfazione più grande si verifica ogni volta che non riesco a distogliere lo sguardo da un mio dipinto. Una delusione si verificherà nel momento in cui non riuscirò a portare a termine tutti i miei progetti artistici.
La tua giornata tipo?
La mia giornata tipo è “a-tipica”.

Illustrazione, grafica e fumetto settori molto attivi e prolifici in Italia, tuttavia fanno fatica nell’averne riconosciuto il valore. Perchè secondo te?
Probabilmente perché l’arte, la grafica, l’illustrazione non costituiscono ancora un settore in cui investire nel vero senso della parola, se non ad un certo livello, vale a dire se si è quotati. In una società che è costituita da bisogni materiali l’arte emergente passa sempre in secondo piano, diventa in questa logica superflua, a meno che non si senta profumo di denaro.  Il nostro obiettivo deve essere quello di creare in questa società di bisogni  il “bisogno dell’arte” al di là del tornaconto economico che essa può generare.
Un illustratore/grafico italiano che stimi particolarmente?
Arianna Vairo.

Un libro, un film e una canzone.
Tra gli ultimi letti, il libro che mi è piaciuto di più è Norwegian Wood di Haruki Murakami; riguardo al film la scelta è ardua… anche se in genere preferisco quelli dei Coen, un gran bel film che rivedo sempre volentieri è Tredici variazioni sul tema; la canzone che scelgo invece è The Modern Age degli Strokes.
Un sogno nel cassetto invece?
Realizzare i miei progetti artistici.

Il suo portfolio online www.luigiloquarto.carbonmade.com