Tommaso Lòstia & One Eyed Jack’s Band

I Tommaso Lòstia & One Eyed Jack’s Band sono un gruppo musicale romano, composto da tre elementi, nato dalla voglia di Tommaso Lòstia di suonare un tipo di musica ricco di dinamiche e contaminazioni, frutto della libera interazione dei vari componenti del gruppo.
L’esperienza musicale nasce nella primavera del 2008. A Tommaso Lòstia si aggiungono Daniele Dezi al basso e Raffaele Violante alla batteria. Dopo neppure un mese di prove cominciano l’attività live, che li porta in giro per la maggior dei club della capitale e non solo, ottenendo ottime recensioni e buon riscontro di pubblico. Alle soglie dell’estate Raffaele lascia il gruppo e viene sostituito da Claudio Gatta, che porta nel trio una giovane ventata indie che s’intravede in più d’un pezzo. Da allora partecipano a numerosi festival, ottenendo buoni risultati (si classificano secondi al Patilò V a Benevento, quinti al Sileno South Contest di Bari).

Nel Marzo 2010 esce Il freddo è uno stato mentale, EP prodotto dall’etichetta messinese Imago Sound e presentato al Dimmidisi di Roma. Il disco, scaricabile gratuitamente dal portale Jamedo, è costituito da sei tracce d’influenza prettamente indie-rock.
Nelle prime due tracce (Il freddo è uno stato mentale, Perfenazina) sono forti i bassi e le chitarre, che danno corpo alle canzoni ed emergono nettamente dalla base di fondo, accompagnandosi perfettamente alle parole intonate. Pur trattandosi di un album prevalentemente movimentato, con pezzi potenti ed agitati, si possono trovare anche brani più tranquilli e rilassati, come la ballata Ego per esempio, che spicca sugli altri estratti e li guarda da lontano.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Tommaso Lòstia, front-man del gruppo, per saperne qualcosa di più, sulla sua band e sulla loro musica in generale.

Come mai la scelta de Il freddo è uno stato mentale come titolo dell’album?
Il Freddo è uno stato Mentale è, come brano, la ricerca di una riconosciuta concretezza dello stato emotivo. Partiamo da un luogo comune, il fatto che molti dicano che il freddo, spesso, sia semplicemente uno stato mentale, come se una persona, pensandolo intensamente, quasi lo evocasse. Attraverso questo brano vorremmo materializzare i nostri stati emotivi, come la rabbia, la gioia, la serenità: vorremmo che si vedessero come si vedono i nostri occhi o le nostre mani.
Abbiamo deciso questo titolo perché abbiamo concepito l’EP esattamente come un Extended Play de “Il Freddo è Uno Stato Mentale”, che è anche il nostro brano più rappresentativo e qualitativamente più valido.
A che età il primo strumento musicale?
Il primo strumento l’ho acquistato a 13 anni, una chitarra classica da 40mila lire.
Come componi le tue canzoni?
La maggior parte delle canzoni mi vengono di getto, altre hanno bisogno di tempo. Non mi piace forzare la mano: molte canzoni rimangono ferme per mesi.

Gruppo/cantante/genere musicale che vi ispira da sempre?
Il Rock, il Grunge, il Pop e il Blues rappresentano la somma del nostro linguaggio musicale e non. Spaziamo molto nei riferimenti: dai Foo Fighters a John Mayer, dai Led Zeppelin a Hendrix passando per i Beatles e i Rolling Stones, dai Pearl Jam ai Soundgarden, dagli Alice in Chains agli Stone temple pilots, dai Queens of The Stone Age ai Radiohead, dai The Mars Volta agli A Perfect Circle, senza dimenticare gli italiani Afterhours, Marlene Kuntz, Verdena e Carmen Consoli.
Progetti futuri?
Dovremmo cominciare a lavorare a breve alla pre-produzione del nostro primo disco, non appena avremo finito di lavorare ai pezzi che lo comporranno. Per ora ci limitiamo a spingere l’EP e a fare quanti più Live possibile, poi stiamo ragionando su diversi servizi fotografici e su un video.
Breve playlist (5 canzoni) per una serata tra amici.
1. Best Of You (Foo Fighters)
2. A Song for The Dead (QUOTSA)
3. Gravity (John Mayer)
4. Paranoid Android (Radiohead)
5. La canzone di Tom (Il Teatro degli Orrori)

Per restare in contatto con la band www.tommasolostia.com