Wobblinbetty

È una zona franca, è uno spazio nero in cui si raggruppano le idee e la vita di uno stravagante personaggio femminile di nazionalità italiana. È un universo racchiuso all’interno di un blog in cui convergono opere d’arte; che provengano dal mondo della Moda o della Fotografia o dell’Arte tradizionale poco importa, ciò che è contenuto qui è avanguardia, è il futuro prossimo. Molte delle immagini provengono da redazionali pubblicati da varie fonti tutte volte a proporre, come fa questo blog, ciò che di nuovo c’è nel mondo inteso sotto qualsiasi punto di vista. Si può facilmente dedurre che questo sia il racconto della quotidianità di Betty che spazia tra eventi, fotografie, metropoli e persone. È un bel luogo in cui navigare di tanto in tanto, per sporgersi da quel cornicione chiamato quotidianità.
Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchere con Betty, per conoscerla un po’.

Chi è Wobblin Betty?
Wobblinbetty (Elisabetta Giovi) “quick wobblin’, life lovin’, party makin’, jelly shakin’, beauty cravin’, style inspiring, mind blowing, fast moving, high reacting, creativity tickling, brain eating, black&white freakin’, no repeating, easy going…”
Perchè questo nome?
Wobblin’ è ogni cosa che si muove e dondola pazzamente, come la gelatina alla frutta o il sedere delle Queens of Dancehall! Mi piace! È super onomatopeico, è divertente e non si prende troppo sul serio.
Da dove vieni?
Al momento sono appena rientrata a Milano per lavoro dopo aver passato un po’ di mesi a Venice Beach, Los Angeles.
Sono nata e cresciuta a Varese dove sono rimasta fino alla fine del liceo (artistico). Varese è una piccola città estremamente elegante e borghese da cui però, probabilmente per reazione, sbucano una serie di personaggi abbastanza controcorrente rendendola un luogo più interessante del previsto.
Se però mi chiedi da dove veramente pro-vengo la risposta sarà Londra, Brixton, dove per diversi anni a cavallo dell’inizio del nuovo millennio, sono stata immersa nel cuore di una cultura underground totalmente fuori controllo fatta di arte, design, street fashion, musica elettronica e rave parties. Sarà perché sono un Acquario che ha la tendenza ad annoiarsi facilmente ed è continuamente alla ricerca di nuova ispirazione, ma il cambiare luogo e abitudini ha su di me sempre un effetto positivo e molto stimolante! Mi piace viaggiare ma ancor di più mi piace avere l’occasione di fermarmi e vivere per un po’ nei posti che mi colpiscono.
Che lavoro fai?
Sono visual designer e art director (www.wobblinbetty.com). Adoro il mio lavoro. 
Come il tuo lavoro influenza ciò che è contenuto nel tuo blog e viceversa?
Da diversi anni lavoro principalmente per clienti del settore moda e beauty per cui sono spesso alla ricerca di fotografi emergenti o affermati e di ispirazione per shooting, vetrine, layout e comunicazione. Ogni volta che mi capita di scovare nuovi nomi che mi affascinano particolarmente per stile, attitude e carattere li pubblico sul blog. I contenuti che propongo in realtà sono un po’ più edgy di quello che normalmente mi capita di presentare nel mio lavoro, ma vanno esattamente nella direzione in cui mi voglio spingere anche professionalmente.
La nostra rubrica si chiama Blogging out of… Tu perchè lo fai?
È il luogo in cui raccolgo immagini, pensieri, visioni, tutto ciò che mi ispira e che corrisponde al mio ideale estetico underground-chic. Quando incontro qualcuno o qualcosa che mi emoziona mi piace condividerla.
Tratti temi quali la moda, la fotografia e l’arte perchè?
La moda, la fotografia, l’arte e il design sono le mie passioni. Le respiro ogni giorno e le nutro costantemente, anche attraverso il blog.
Dove scovi i personaggi, gli artisti che intervisti?
Dipende. La scintilla può scoccare online o su una rivista, ad un fashion event oppure in un club davanti ad un cocktail. Per esempio, una sera mi trovavo in un Italian wine bar a NY e ho incontrato una meravigliosa designer Svedese, Klara di Saklabel. Poco dopo che ci hanno presentate stavamo già progettando una collaborazione, un’interview e un concorso, anzi, sarà a brevissimo sul blog, non perdetevi il favoloso giveaway.
Che statistiche di visita ha?
La maggior parte delle visite che ricevo provengono dagli USA e Inghilterra, e subito a seguire dall’Italia e da altri paesi. Ultimamente sto postando più contenuti che arrivano anche dall’Est Europa e di conseguenza sto avendo anche più visite da quelle zone, cosa che mi fa senz’altro piacere dal momento che sono una gran sostenitrice delle contaminazioni Est/Ovest. Ho in serbo per i prossimi giorni la feature di un giovane designer di Mosca che mi ha fatto impazzire! Vi piacerà!
Come trovi il materiale che posti?
I materiali provengono da fonti disparate, ma essenzialmente da siti, magazine e fashion events. Ho senz’altro un debole per un’estetica dark, minimal e con accenti aggressive ma non per questo pubblico tutto ciò che risponde a questi requisiti. Spesso ricevo materiale e segnalazioni su nuovi designer da amici e colleghi che condividono con me lo stesso ideale estetico fresco e avant-garde.
Come scegli le cose da postare?
Scelgo sempre d’istinto. Non ho mai dubbi se postare qualcosa o no, è il colpo d’occhio che decide, come nel mio lavoro. Vince il bello e il non inflazionato. Tendo ad evitare di pubblicare contenuti che siano già stati postati e ripostati su altri blog, come ad esempio i fashion week report e cose simili.
Cosa pensi del fenomeno dei blog di moda? Come, secondo te, influenzano le dinamiche del fashion system?
I blog di moda sono senz’altro un fenomeno molto divertente anche se non so dire quanto realmente arrivino ad influenzare le dinamiche del fashion system. Se da una parte ormai è facile proporsi come fashion blogger, è anche vero che per offrire qualcosa di nuovo ci vuole tanta passione e lavoro. Le persone di cui scrivo sono per me i portatori di questo “nuovo” e sono contenta di pubblicare e condividere il loro lavoro e le loro iniziative, se poi questo in qualche modo arriva ad influenzare il sistema sono ancora più felice.
L’unica nota un po’ negativa è che col fenomeno blog che cresce in maniera esponenziale di stagione in stagione, i nuovi trend godono di una tale sovraesposizione che fa si che ci si sia già annoiati di qualcosa prima ancora di averlo visto realmente per strada.
Come il tuo blog si differenzia dagli altri?
Una lettrice l’ha recentemente l’ha definito “a feast for the eyes” e credo che abbia colto nel segno.
Meglio quelli stranieri?
Non trovo assolutamente che ci sia differenza di qualità tra blog italiani e stranieri, sono fan e sostenitrice di entrambi.
Solo per quanto riguarda gli style blogs seguo maggiormente quelli stranieri perché propongono uno stile un po’ più alternativo e underground. L’Italia è la patria dell’eleganza raffinata e dello stile impeccabile, basta guardare le donne che passeggiano nel centro di Milano che sembrano uscite da una pagina di Vogue. Questo sicuramente influisce anche sul contenuto di molti blog di casa nostra. Io però, pur ammirando molto questo tipo di raffinatezza tipicamente italiana, mi trovo più a mio agio tra i vari Iris Van Harper, Rick Owens, Barbara i Gongini, Asger Juel Larsen, Zana Bayne, Gemma Slack, Gareth Pugh e Ann Demeulemeester. Marchi che si trovano più facilmente sui blog (e nei negozi) stranieri.

I tuoi progetti per il futuro?

Mi piace vivere day by day ma in realtà ho un piano molto eccitante in cantiere, ma per ora è ancora top secret! Stay tuned!