Sneakers’ modification: Ink on Puma Suede

Lo scorso week end Milano ha ospitato la “XVI Milano Tattoo Convention”, uno degli appuntamenti più importanti e attesi in Italia da tutti gli amanti del tatuaggio. Punto d’incontro di creativi, appassionati o semplicemente curiosi, questo evento negli anni ha assunto i connotati di vetrina delle più famose scuole di tatuaggio internazionale, radunando tattoo-artists non solo dall’Europa, ma anche dagli States e dal Giappone. L’occasione giusta, insomma, per avere un’ampia panoramica sui diversi stili di una delle più antiche e discusse espressioni di body-art.

Proprio alla vigilia della convention, esattamente lo scorso giovedì 10 febbraio, Puma ha celebrato la mitica Puma Suede, sneaker culto degli anni ’70, e l’ha fatto coinvolgendo alcuni dei migliori tatuatori nella customizzazione di venticinque paia di Puma Suede Naked. I lavori ‘live’, con ago e inchiostro, di questi straordinari interpreti del tatuaggio italiano e non (fra gli altri Stizzo di Best of Times di Milano, e Luca Mamone di Santa Sangre di Roma), hanno dato vita ad una limited edition, presentata a fine serata, di questo modello, già famoso per le linee pulite e il vasto assortimento di colori in cui è proposto.

L’evento, chiamato Ink on Puma Suede per l’appunto, rappresenta il secondo capitolo del ri-lancio sul mercato della Puma Suede, must-have dei b-boy negli anni ’70, per i quali trovare la colorazione più originale e abbinare i lacci diventò un hobby gettonatissimo. Gli anni ’90 hanno visto questa scarpa di nuovo protagonista fra i revival old-school, e chi l’aveva acquistata negli eighties e gelosamente custodita, ebbe anche il piacere di vederla uscire in una nuova ed ampia gamma di colori.

Skaters e indies la adottarono, poi, molto prima che Puma iniziasse a fare scarpe da skating, portando la Suede ad essere una parte sempre più consistente del panorama urbano.
L’intero concept è stato sviluppato dalla divisione Sport Fashion dell’azienda, quella, per intenderci, che si occupa delle collaborazioni con stilisti del calibro di Alexander Mc Queen, Mihara Yasuhiro, Sergio Rossi e Hussein Chalayan. Le collezioni che nascono da queste unioni fanno letteralmente da contrappeso a quelle della “sorellastra” Adidas, protagonista negli ultimi anni di fortunate collaborazioni con Jeremy Scott, Diesel, Lambretta etc etc.

Le due aziende, frutto della scissione del calzaturificio dei fratelli Adolf e Rudolf Dassler in seguito ad un aspro litigio, continuano a darsele diplomaticamente di santa ragione a suon di ricerca, stile e novità, sebbene proprio poco tempo fa fosse uscita la notizia di una tregua fra i due brands concorrenti.

Chissà chi avrà la meglio? A noi spettatori e sneakers addicted non resta che stare a guardare, sperando, magari, che se il braccio di ferro in atto porta questi splendidi risultati creativi, allora che la lotta continui!
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