Sleigh Bells: il terrorismo sonoro newyorkese

Breve ma intenso, come si suol dire.
Il live degli Sleigh Bells, al Tunnel di Milano lo scorso 5 febbraio, è durato circa mezz’ora, sollevando qualche acido commento a fine serata (fine per modo di dire, erano appena le 22.30) da parte di chi era rimasto deluso, non dalla performance in sé, ma dalla sua, diciamo, rapidità di esecuzione.

Ed è effettivamente solo questa la nota dolente di questo concerto; per il resto Alexis Krauss e Derek Miller hanno saputo scuotere a dovere gli animi di un pubblico eterogeneo e molto entusiasta.
Sebbene il disco d’esordio, Treats, uscirà ufficialmente solo quest’anno, pubblicato  sotto l’etichetta Columbia/Sony Music, erano in tanti a cantare, al passo con le urla e i gridolini di Alexis.

A tratti si respirava un’atmosfera da high-school, e non per la giovane età del gruppo o degli spettatori, ma per l’incalzante ritmo delle canzoni, quasi un coro di cheerleaders, ma molto più graffiante. Ad ogni attacco sembrava di aspettarsi l’arrivo di cattivissime ragazze pon-pon, forse le stesse della copertina dell’album, pronte a tutto per la propria squadra.

Dimenticate l’angoscia della voce di Alice Glass (Crystal Castles), pensate bensì alla soavità di Romy Madley Croft (The XX). Chitarre che stridono, gemiti, l’intermittenza delle luci e Alexis e Derek che si dimenano sul palco, trasmettendo tutta la loro carica anche al parterre. Ecco il sapore di questo live.

Treats suona come un bicchiere di vetro scagliato a terra con l’energia e la violenza del punk e dell’hard-core. Ascoltatelo, e attenti a non tagliarvi.