Ricerca e artigianalità: Limited/Unlimited

Capolavori intoccabili e preziosi. Ecco come sono state presentate le quaranta opere realizzate per la mostra organizzata da AltaRoma, Limited/Unlimited. Ve l’avevamo raccontata anche l’anno scorso e, dato l’allestimento così particolare non potevamo lasciar correre. Il contenitore dell’esposizione è stata la Biblioteca Casanatense, un luogo di cultura istituito nei primi anni del ‘700 dai padri domenicani, all’interno del Convento di S. Maria sopra Minerva a Roma.

All’interno di questi spazi raccolti e silenziosi sono contenuti libri rarissimi, stampe, fotografie e quadri di grandissimo valore che hanno fatto da sfondo ad altri pezzi unici, creati per l’occasione da designer di grande genialità come Albino d’Amato, Andrea Pompilio, Carta e Costura, Moi Multiple, Gianni Serra, Defina Delletrez, Diego Dolcini, Fabio Quaranta, Nicholas Kirkwood, Gentucca Bini e tanti altri messi in esposizione assieme ad abiti d’epoca di Cappucci, Valentino e Lancetti facenti parte di collezioni private.

Presente e passato si mostrano e si fondono. Personalità differenti tutte accomunate da una passione viscerale per la moda e per creazioni caratterizzate da uno spessore creativo e artigianale rilevante. Attraverso questa mostra si è voluta celebrare la ricerca intesa come spingersi sempre oltre nella creazione di moda e l’artigianalità, quel saper fare in modo tradizionale e sapiente che rende inestimabili i capi o gli accessori realizzati. Sono questi i nuovi valori del lusso, valori contenuti in ogni pezzo presente all’interno dell’esposizione.

Una mostra ovviamente di grande impatto, grazie non solo alla location ma anche alle luci che conferivano all’atmosfera un’aurea da museo. Teche illuminate contenevano scarpe, gioielli e borse adagiati su libri bianchi, protetti da mani curiose come accade per le miniature preziosissime. Gli abiti su manichini ad altezza uomo, oppure posti sulle scale mobili di proprietà della biblioteca come se fossero dei visitatori intenti in ricerche e consultazioni attente tra gli scaffali settecenteschi. Il lusso della cultura e il lusso della ricerca e del fare artigianale si compenetrano all’interno di questo evento.

Una mostra suggestiva che mette a confronto l’atemporalità dei volumi e l’obsolescenza degli oggetti moda a cui si cerca di dare un valore d’inestimabilità. In modo che non sia sempre e solo consumismo sfrenato e senza importanza. In modo che la moda realizzi non solo soldi ma opere intrise di sapienza e cultura che passino la barriera della stagionalità per proiettarsi in un futuro in cui il passato ritorna attraveso l’artigianalità.