Un caffè con Federico Erra

Federico Erra nasce il 7 marzo 1981 a Viareggio.
Fin da piccolo il suo interesse per l’arte figurativa è sempre stato enorme; dopo l’istituto d’arte frequenta un corso di fumetto/manga a Firenze. Da li in poi cerca di coniugare le sue più grandi passioni, ovvero Cinema e Fumetto. Ed proprio li che, per caso, è nata la sua fotografia. Con un profilo blog su Flickr, che fin ora ha raggiunto 5 milioni di visite, ora vive fra Milano e Viareggio e lavora per l’agenzia Frame da due anni.
Fra i suoi lavori più importanti c’è un piccolo servizio per L’uomo Vogue e alcune coverbook editate da Rizzoli, Mondadori, Bur.

La fotografia per te è?
In generale è un mezzo per esprimere qualcosa,ma lo sappiamo tutti.
Personalmente è la summa delle mie più grandi passioni: cinema/fumetto.
La tua prima memoria fotografica?
Risale all’età di 14/15 anni.
All’epoca mi divertiva fotografare le supertop models dallo schermo. Chiaro segno di pazzia, lo so.

Come ti sei avvicinata alla fotografia?
Per caso e per gioco. Gennaio 2007 con qualche self portrait scattato nella mia camera da letto più per noia che per altro.
La tua prima macchina fotografica?
La mia prima è,tutt’ora,la mia ultima.
Canon 400 d (la mia Kate).
L’ultima?
Ho risposto nella precedente.

Che rapporto hai con il digitale?
Sembrerà strano ma quasi pessimo.
Nelle mie foto,che sono digitali,ricerco sempre  un mood più analogico e cinematografico possibile. Il digitale è solo un mezzo più semplice per arrivare al nocciolo ma anche quello esteticamente meno interessante.
Da fotografare: meglio un corpo femminile o maschile?
Assolutamente femminile, ma più che corpo direi volto.
Mi trovo a mio agio con la femminilità e credo di riuscire a rappresentarla meglio rispetto a quella maschile. Anche nel cinema ricerco sempre atmosfere femminili. Non a caso fra i miei registi preferiti ci sono Woody Allen e Jane Campion.

La soddisfazione più grande da fotografo?
Ne ho due: vedere una foto di mia nipote/musa Sara pubblicata su una rivista e le infinite mail d’affetto che mi arrivano ogni giorno da tante persone!
Delusione invece?
Spesso è necessario fare un lavoro di mediazione fra il proprio lavoro e il cliente, ma è anche giusto e credo sia essenziale per un fotografo sapersi “adattare” alle esigenze,senza,ovviamente,snaturare se stesso. Ma è capitato anche che le mie idee fossero decisamente lontane da quelle del cliente in questione.

Se esistesse il nobel per la fotografia tu a chi lo daresti?
Diane Arbus e Peter Lindbergh.
Un fotografo italiano che stimi particolarmente?
Paolo Roversi.

I peggiori 50 euro della tua vita?
Quelli che ho dimenticato sulla sella del mio scooter in un pomeriggio d’estate. Beato chi l’ha trovati.
Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?
Eva contro Eva.
Un viaggio, dove?
New York /Tokio.
Un film, un libro e una canzone.
Film: L’ereditiera di William Wyler.
Libro: i diari di Sylvia Plath.
Canzone: Plaisir d’amour.
Una cosa che vorresti dire, ma che non ti è stata chiesta?
Non mi è stato chiesto cosa non mi è mai stato chiesto.
Per adesso non c’è nulla che vorrei dire. Ho solo voglia di fotografare il più possibile e farlo come piace a me!

Molto altro su Federico, che ringraziamo, lo trovate al suo blog personale www.federicoerra.tumblr.com