Impara l’arte e… indossala: Galleria-T

Aprendo un qualsiasi armadio, di lui o di lei che si tratti, il capo che non mancheremo mai di trovare è la T-SHIRT.
Semplice nella manifattura, nella forma (una T appunto), e nel nome (breve ed esplicativo, quasi quanto il nostro “ciao”), a partire dalla sua diffusione, negli anni ’40, quando venne adottata dalla Marina degli Stati Uniti d’America come parte della divisa dei propri marinai, è diventata il pezzo alla base di qualsiasi look.
Che si tratti di una t-shirt bianca, nera o grigia, estremamente minimal; che sia raw cut, oversize o sartoriale, estremamente concettuale; che sia cortissima anni ’80 o lunga da portare con i leggings, in jersey, o in cachemire, o con dettagli in altri materiali, estremamente versatile, poco importa. Il brevetto della t-shirt dovrebbe essere patrimonio dell’umanità!
Nel tempo questo capo ha assunto anche il ruolo di “locandina”, manifesto di ideologie politiche, correnti artistiche, musicali o letterarie, riempiendosi di scritte e slogan, fino ad essere quasi un bigliettino da visita, dicendo chi siamo, cosa ci piace o cosa facciamo, ma in modo più diretto, senza che ci venga chiesto.
La t-shirt è uno dei tanti mezzi che abbiamo per esprimere e diffondere i nostri pensieri, probabilmente veicolandoli nella maniera più personale, perché alla fine, diveniamo manifesto di noi stessi.
L’idea della t-shirt come tela bianca o tabula rasa su cui andare a scrivere, dipingere o stampare una storia, è ciò che ha mosso Eric Hall a dare vita a Galleria-T, giovane progetto nato con l’intento di coniugare arte e abbigliamento.
Non il solito brand che crede di posizionarsi su un mercato già molto inflazionato, proponendo il capo più facile e a basso costo, ma il tramite di illustratori, grafici, designers, fotografi, stylists internazionali, il portavoce della loro creatività, lo spazio dove poter esporre la loro arte. Proprio come una galleria.
La prima capsule collection di Galleria-T ha visto la luce (online) proprio lo scorso 9 gennaio, dopo un lungo anno di gestazione, e noi di Enquire, come sempre curiosi di saperne di più su questo progetto concepito e partorito sul web, abbiamo fatto 4 chiacchiere con il suo fondatore.

9 gennaio 2011. Dopo una lunga preparazione, svariati messaggi lanciati sul web e tanto mistero quanto basta, finalmente c’è stato il lancio di Galleria-T. Vuoi raccontarci questo progetto?
L’intero concept di Galleria-T riguarda il creare e l’esporre meravigliosi pezzi di un’arte da indossare unica, ‘dove il capo è la tela’. Tutte le grafiche di Galleria-T sono state meticolosamente selezionate e commissionate in collaborazione con un gruppo scelto di Illustratori, Graphic Designers, Fotografi, Stylists, Musicisti, e altri artisti che lavorano nel mondo della moda e dei media creativi. Creare Galleria-T è stato un viaggio incredibilmente gratificante, e mi ci è voluto più di un anno per arrivare dove siamo ora. Lungo la strada ho fatto molte amicizie, molte di cui già hanno o aspirano ad avere la propria linea di Abbigliamento Indipendente, o un proprio business. Volevo fondamentalmente creare qualcosa nel quale potessi incanalare tutta la mia creatività e le mie idee, collaborando con i creativi che conosco e che incontrerò lungo il cammino.

Cosa vuol dire Galleria-T?
Semplicemente “T-shirt Gallery”. In origine volevo aprire un grande open space ed esporre t-shirts vintage rare, per venderle come in un’esclusiva Galleria d’Arte. Questo era il concept originale, ma come il progetto ha iniziato a svilupparsi, così hanno fatto le mie idee, e nel tempo Galleria-T ha cambiato strada.

In questi mesi Galleria-T ha reso visibile il suo percorso, la sua crescita e il suo sviluppo, attraverso i social networks, dalla scelta dell’etichetta allo shooting del catalogo. E noi, da perfetti esseri umani, abbiamo seguito tutto ciò con infinita curiosità. Come mai scegliere di presentarsi in questo modo? È per restare in linea con il ruolo che oggi i social networks giocano nelle nostre vite, o pensi che ci sia un reale e concreto ritorno di visibilità?
Pensavo che potesse essere davvero interessante mostrare come affrontavo la sfida di sviluppare Galleria-T da zero. Dal primo brain storming e dai mood boards, passando per il processo di ricerca e design, e il consolidamento dell’ identità del brand.
Molte persone sognano di creare la propria linea di moda, o un business di questo tipo. Volevo dimostrare che con il tempo, la dedizione e un sacco di lavoro duro, tutto è possibile. Documentare questo processo attraverso i vari canali del social networking come Facebook, Twitter e il mio blog, mi ha dato un grande seguito online, e una potenziale clientela. Come è cresciuta Galleria-T, così abbiamo fatto noi che l’abbiamo accompagnata.
Non solo Galleria-T ha conquistato dei fan meravigliosamente fedeli, ma usando i siti come Facebook e Twitter abbiamo potuto promuovere il brand direttamente al nostro target di riferimento. Ad oggi siamo un’azienda online, quindi aveva senso promuoverci sul web. Il che è incredibilmente importante tanto quanto incontrarsi faccia a faccia, quindi speriamo di organizzare fantastici eventi in futuro.

Lavori nella moda da anni, ma il tuo non è propriamente il percorso di un fashion designer. Cosa ti ha spinto a voler creare il tuo marchio?
Prima di tutto, non mi definirei un fashion designer in alcun modo. Forse project manager sarebbe più corretto come titolo, dopo tutto non ho creato le grafiche sulle t-shirts, quello che ho fatto è stato di procurare le materie prime, lavorare a stretto contatto con il mio giovane team di illustratori, e mettere tutto insieme.
Ho sempre desiderato avere un’ azienda mia, ed essere il mio capo. Sono arrivato a Milano da Londra quasi 4 anni fa e ho sempre detto a mia moglie che se fossi venuto in Italia, avrei voluto realizzare le mie aspirazioni. Ero stanco di lavorare per gli altri, ed ora mi sembrava il momento giusto per sfruttare tutta l’ esperienza fatta e creare qualcosa che fosse davvero mio. Mi considero molto fortunato per aver potuto imparare molte cose, per aver viaggiato e incontrato e lavorato fianco a fianco con persone incredibili; in tutto ciò c’è sempre stato il bisogno di realizzare i miei sogni e dare sfogo alla mia creatività. Galleria-T è il mio canale per soddisfare tutto questo.

La filosofia che sta dietro Galleria-T, ovvero quella di considerare ogni capo “il pezzo di un’arte da indossare unica, dove il capo è la tela”, esprime esattamente quello che dovrebbe rappresentare una t-shirt degna di essere chiamata tale. Tuttavia quello della t-shirt, appunto, è un mercato piuttosto inflazionato, non trovi?
Il mercato della t-shirt è saturo oggi, ma quando non lo è stato? L’umile t-shirt può essere niente per alcuni, e tutto per altri. La t-shirt è la base della maggior parte dei nostri outfits di tutti i giorni, eppure non è sempre facile trovarne una di cui innamorarsi. L’arte non è sempre accessibile a tutti, attraverso Galleria-T volevo cambiare questa cosa, grazie alla mediazione della moda.
Cosa distingue, secondo te, Galleria-T dagli altri brands?
Il tocco personale. Sono facilmente raggiungibile attraverso i canali dei social networks, tutti i giorni incontro nuove persone attraverso Galleria-T e il progetto mi ha aperto così tante e meravigliose amicizie e opportunità. Sono anche completamente a disposizione per aiutare altri ad iniziare il loro progetto personale…
Essere così facili da trovare significa che è anche più facile criticare quello che faccio, da qui l’importanza della qualità del mio prodotto. Non siamo una grossa casa di moda che produce le t-shirts in un laboratorio che sfrutta la manodopera in Bangladesh, ma semplicemente un uomo, che ha meticolosamente sviluppato e creato Galleria-T, ed è fortunato ad avere un meraviglioso gruppo di talentuosi amici che lo supportano e lo aiutano lungo la strada per realizzare il suo sogno.

Sei di Londra, una delle più importanti capitali della moda nel mondo, soprattutto un certo tipo di moda, quella più avanguardistica. Ma vivi a Milano. Quali sono le differenze di approccio di queste due città al mondo della moda e in particolare ai giovani designers?
Amo Londra, è la mia città natale e mi manca sinceramente, ma poi più sto qui a Milano e più ne divento parte.
Amo Londra perché puoi indossare quello che vuoi e nessuno batterà ciglio, Londra è sempre stato un posto di libertà e sperimentazione, con tutte le sottoculture mischiate insieme. Qui a Milano è incredibile, ci sono così tanti “dandy”, e amo i loro look raffinati. Quello che realmente mi infastidisce è come un sacco di persone vestano tutte uguali, a volte c’è quasi una divisa, e sono solo in pochi che veramente sperimentano. Questo è dire che i milanesi sanno davvero come creare un look!
Penso che Londra sia un luogo meraviglioso per ispirarsi, è così open-minded, a volte sembra che il mondo intero viva a Londra. Penso che per il design Milano sia ispirante, è una città piccola, ma con un sacco di incredibili talenti messi assieme, questo può solo incoraggiare l’energia creativa che si porta dentro.

Ci è piaciuta tantissimo la scelta di commissionare ogni t-shirt ad un artista, Graphic Designer, Illustratore, Fotografo etc. Come nascono e si sviluppano queste collaborazioni?
Attraverso le amicizie e le esperienze, durante gli scorsi anni, ho incontrato alcune incredibili persone che lavorano tutte in questi settori creativi; voglio usare e condividere tutti questi talenti con un’audience molto più vasta e commerciale, attraverso il canale della moda- non solo abbigliamento, ma qualsiasi altra cosa e anche di più! Per sapere come queste collaborazioni si svilupperanno dovrete aspettare e vedere…

Perchè il titolo “The Weird and the Wonderful”? (Lo Strano e il Meraviglioso, n.d.r.). Chi o cosa è strano per te, e chi o cosa è meraviglioso?

Stavo cercando di pensare ad un titolo che fosse veramente concettuale e artistico, ma poi un amico che ha visto le grafiche della collezione mi ha detto: “Sono davvero strane, ma abbastanza meravigliose”. Avevo già il titolo in mente, e quando ho sentito qualcuno dirlo, è calzato alla perfezione.

Essendo inglese sono abituato all’eccentricità, quindi trovo che poche cose siano strane. Strano per me è quando le persone non sono interessate, o mancano di fame di sapere, e non hanno desiderio di realizzare quello che sono in grado di raggiungere, invece di stare fermi aspettando che qualcosa accada. Meravigliosi trovo coloro che sono completamente l’opposto, quelli che si sforzano per ottenere qualcosa e non si fermano finché non raggiungono quell’obiettivo. Questo per me è incredibilmente appagante, e stimolante.

Ogni pezzo è prodotto e stampato eticamente negli Stati Uniti. Fa tanto American Apparel! Ci spieghi questa decisione? Insomma, in tutto il mondo made in Italy è ancora sinonimo di sicurezza qualitativa. È una questione economica o cosa?

Il punto era di produrre la miglior qualità di t-shirt possibile. Ho ricercato la miglior qualità di t-shirt per uno standard industriale, con il cotone giusto per mano e peso, così come i migliori stampatori che potessero creare le stampe più soffici, leggere e tuttavia con i colori più brillanti e un tocco artigianale.

Sono molto orgoglioso di avere l’etichetta “made in USA”, così come potenzialmente farne la sede produttiva delle mie t-shirts, è per me un vero segno di qualità, specialmente in questo settore.

In futuro, quando Galleria-T crescerà e avremo il nostro range di prodotti, ho già in mente un prodotto che sarà realizzato qui in Italia, in realtà molto vicino a Milano stessa. Con questo stiamo parlando davvero di artigianato!

Galleria-T è online solo da meno di un mese, potrebbe essere prematuro chiedere come sta andando, ma come ti ho detto, siamo molto curiosi.

Le cose stanno andando davvero bene, grazie, sono ancora pochi giorni in realtà, siamo un piccolo pesce in un grande acquario, ma comunque la risposta è stata incredibile, grazie a tutti voi che avete supportato il brand.

Per il momento la capsule collection è venduta solo sul tuo sito, credi comunque di contattare dei negozi prima o poi, e di entrare nel meccanismo della campagna vendita, o preferiresti che siano delle boutiques indipendenti a contattarti per avere dei pezzi, diciamo, unici?

Galleria-T è davvero piccola, la nostra prima collezione conta solo 400 pezzi, 7 grafiche, per ora non siamo proprio nella posizione di vendere wholesale (all’ingrosso, n.d.r.), sebbene pensi che sia assolutamente vitale fare così se si vuole crescere. Abbiamo già incontrato qualche negozio/showroom interessato a Galleria-T, ma per ora siamo concentrati più sulla vendita online. In futuro tuttavia saremo onorati di avere le nostre t-shirt vendute in tutto il mondo.

Progetti per il futuro, progetti paralleli; insomma, quale sarà il prossimo passo?

Assolutamente! Sono sempre pieno di progetti, ma per questi dovrete aspettare e vedere.

Un’ultima curiosità. Cosa rappresenta quel pallino rosso sul lato del browser e sull’etichetta?

Il logo è stato creato dal mio Graphic Designer Andrea Ruffo. Ha preparato una pagina, con una serie di loghi in diversi colori. Nel vero stile Galleria-T ho chiesto a chi ci seguiva, caricando la pagina nel gruppo Facebook, la loro opinione su quale versione pensassero fosse la migliore. Il risultato fu abbastanza unanime e così è nato il logo. Mi piace pensare che il pallino rosso simboleggi il cuore al centro del nostro brand, ma forse sto diventando troppo sentimentale!

Per tutti i lettori di Enquire che vorranno esporre un po’ di arte su di sé, c’è uno sconto weird e wonderful (20%) su tutte le t-shirts. Basta andare sul sito di Galleria-T, procedere con l’acquisto del capo scelto e digitare ‘Enquire’ nell’apposito spazio.

Un ottimo motivo in più per cliccare www.galleria-t.com