Un quartetto divertente: Recollection Quartet

Le auto sono, come l’abbigliamento e la tecnologia, il riflesso dei nostri tempi. Racchiudono in se stesse quello che in un determinato momento storico è stato raggiunto in termini meccanici, tecnologici, ingegneristici e contemporaneamente riflettono il gusto e le necessità del periodo in cui vengono progettate e realizzate. In questo contesto le auto d’epoca ci riportano indietro e ad una sola occhiata ci raccontano moltissime storie. Utilizzate in film e serie televisive che hanno fatto storia, appartenute a personaggi famosi, progettate da designer e ingenieri importanti oppure emblema di un periodo particolare; le auto sono davvero una macchina del tempo formidabile.

Ovviamente la storia dell’automobilismo è fitto di case produttrici e quindi come non conoscere la Mercedes-Benz, casa automobilistica tedesca simbolo da sempre di lusso e di avanguardia? Ecco, proprio questo marchio ha deciso, durante la settimana della moda berlinese di partecipare ad un progetto artistico chiamato Recollection Quartet e realizzato sotto la direzione artistica di Frederik Heyman, fotografo e artista belga.

L’esposizione allestita all’interno del MoMu di Anversa ci presenta quattro istallazioni realizzate ad hoc per quattro modelli di Mercedes che hanno fatto storia, le “Young Classics”. Le istallazioni in questione sono state progettate da quattro fashion designers tutti accomunati da un gusto e da uno stile fuori dal coro: Henrik Vibskov, Bernhard Willhelm, Mikio Sakabe e Peter Pilotto.
Le vetture prese come base per il loro lavoro sono state le W115, S123, R107 e C126 che cronologicamente spaziano dagli anni ’60 agli anni ’90, ognuna simbolo di un’epoca, uno stile di vita o uno status sociale.
I quattro fashion designers hanno lavorato con Heyman sia per quanto riguarda l’ambientazione declinando ognuno un modello diverso nel modo più consono al loro stile creando per questo degli abiti appositi. I risultati ottenuti sono divertenti, sarcastici e lavorano soprattutto su degli elementi caratteristici della storia propria delle auto.

Henrik Vibskov interpreta la Mercedes S 123, una delle prime auto per famiglie realizzate in Europa verso la fine degli anni ’70, esprimendo a pieno il senso di popolarità che all’epoca ebbe questo modello attraverso la rappresentazione di una improbabile famiglia durante una gita in montagna. Ecco che troneggia un tronco d’albero sul tetto dell’auto e ogni manichino/personaggio è vestito di rosso, nero e bianco.
Bernhard Willhelm ha lavorato sulla SL-Class Roadster 107 del1971, una sportiva biposto con tetto rigido removibile che diventò molto di moda negli USA soprattutto per le ricche mogli di imprenditori. Ecco che Willhelm ci presenta l’auto su un’onda giganteca (molto Miami o Malibu) che, come una biga guidata da una ricca signora con frusta, viene trainata da due ridenti ragazzotti in costume.
Mikio Sakabe rivisita il modello W 115 Saloon, utilizzata ancora oggi in qualche paese come taxi. La sua visione, legata al mondo del lavoro, ci presenta l’auto trasformata in macchina da scrivere grazie ad una struttura in legno che sostiene una semi spirale di libri attorno alla quale stanno due businessman.
Peter Pilotto rivede infine la versione S-Class Coupé del modello W126. Un’auto che ci riporta agli anni’80 quando era una coupé di lusso utilizzata dai ricchi industriali e dai diplomatici. Un baldacchino in legno fuoriesce dal tetto dell’auto mentre delle sagome a forma di cavallo, che sostituiscono le ombre dei personaggi presenti, fanno riferimento alla potenza nascosta sotto il cofano della vettura.

Grande inventiva e fantasia per interpretare questi cimeli dell’automobilismo in una mostra-allestimento che è stata allestita durante la Berlin Fashion Week (quindi conclusasi il 23 Gennaio). Un bel progetto che potrebbe ispirare esposizioni future, sicuramente interessante!