Bye bye Hi-fi

La musica trova sempre nuovi appassionati. Il problema del file sharing, del Peer to Peer (P2P), del download e della distribuzione di musica illegale ne limitano entrate e introito e di conseguenza gli investimenti.
L’industria musicale corre ai ripari con i negozi online, dove non solo puoi comprare la musica che vuoi in formato digitale mp3, ma dove è possibile anche l’acquisto di musica su supporti fisici.
Tutto questo va a finire per danneggiare il vecchio negozietto sotto casa, quello che è sempre stato luogo di aggregazione e scambio culturale, oltre che luogo dove acquistare la tua musica e affondare le mani tra i vinili e cd, sfogliando le copertine dei dischi come fossero pagine di libri.
Ma non chiudono solo i negozietti sotto casa, chiudono anche negozi storici come il Virgin Mega store di Times square e il celebre Nannucci di Bologna, negozi che si limiteranno ad esistere solo via internet, mantenendo attiva solo la loro attività di negozi online, salutando invece insegne, mura, scaffali e dipendenti, costi che non si riescono più a sostenere.
Quello che tiene a galla i negozi sono gli appasionati e i vecchi nostalgici e i servizi di recupero di materiale che fanno per quest’ultimi, oltre che la loro stessa entrata nel mercato della spedizione del supporto fisico agli acquirenti tramite cataloghi online; aiuta molto il bilancio il rifiorire del mercato dei vinili.
Le copie pirata, dalla cassettina venduta dai wu cumprà di 15 anni fa, al file scaricato illegalmente e gratuitamente ora via internet, sono sempre esistite ed esisteranno sempre e se fossero limitate sarebbero anche pubblicità per nuova musica e nuovi artisti, ma mai il mercato nero aveva raggiunto un livello così alto e dannoso per l’industria musicale.

Francesco Brezzi, fondatore e manager di Ghost Record dice:

“Da discografico posso, devo e voglio guardare solo avanti. Guardare ai nuovi canali promozionali e quelli di vendita come una possibilità, puntando su artisti di qualità, che è uno dei credo alla Ghost Records, sia per noi che la musica la distribuiamo e non possiamo permetterci di sprecare risorse, sia per gli appassionati che seguono le produzioni dei nostri artisti.Ci sono paesi molto più pronti dell’Italia al favorire la promozione di nuova musica, in america, ad esempio, tutto il circuito delle college-radio viene coperto digitalmente, senza il costo della distribuzione del cd che in Italia, invece, è preteso da tutte le radio. Anche il discorso target è cambiato. Prima era il negozio l’unico posto di ritrovo dei fruitori di musica. Ora ci sono mailing list e l’appassionato viene direttamente informato delle nuove uscite, d’altronde non è difficile seguire i propri artisti o la propria musica preferita attraverso blog e siti internet e, come dice Chris Anderson (direttore di Wired e autore di “The Long Tail”n.d.r.) ora è molto più facile indirizzare il prodotto verso l’interessato, anche perché il pubblico di un’etichetta come la nostra è mediamente colto ed impaziente di novità di qualità.”

Maurizio Gritti, uno dei superstiti della moria di negozi online e gestore della Casa del Disco di Varese aggiunge.

“Se mi chiedete che differenza di target ha in questo momento il mercato musicale, rispondo che la differenza grossa sono gli acquirenti. Ora, rispetto agli anni passati, non c’è più la cultura dell’acquisto del supporto musicale, Cd o Vinile che sia, o meglio, sta pericolosamente rischiando di scomparire. Molti ragazzi in negozio si vedono solo per comprare il regalo, il giovane medio entra, ascolta il cd e va a casa a scaricarlo, dove non rischia niente. Chi compra sono gli appassionati, che rimangono il vero motore dell’industria musicale.
Ma non penso che per i piccoli negozi non si possa fare nulla, bisogna andare incontro alle nuove tendenze del mercato, fornendo agli stessi negozi la possibilità di vendere musica in formato digitale, scaricarla sì, ma legalmente, magari anche in negozio.”

Se i negozi ,e quanti negozi, sopravvivranno è difficile da prevedere, ma ambienti piccoli e intimi come quelli rievocati dal film Altà fedeltà (High Fidelity) con John Cusack e le sensazioni e sapori che evocano loro e i loro scaffali andranno probabilmente via via sparendo.