Un caffè con Alessandro Mitola

Alessandro Mitola nasce il 19 giugno 1987, ama la creatività ma sceglie una formazione accademica di tipo scientifica per poi avvicinarsi alla Pubblicità nella facoltà di Linguaggi dei Media presso L’Università Cattolica a Milano e si innamora della fotografia.
Si laurea nel 2010 e ora prosegue il suo percorso formativo negli USA.
È da sempre alla ricerca di un’identità ben precisa nonostante le assimetrie della sua personalità.
Ricerca ed eclettismo cercano di emergere in un collage spesso caotico.

La fotografia per te è?
La fotografia rappresenta un modo di avvicinarmi agli altri e al contempo a me stesso,  mi permette di osservare e conoscere chi sta davanti all’obiettivo e di scavare nella mia persona più fondo.
La tua prima memoria fotografica?
Una serie di fotografie non tanto gradevoli per un brand di t-shirt che avevo creato insieme ad un mio caro amico.

Come ti sei avvicinato alla fotografia?
Diciamo che il  vero e proprio amore nei confronti della fotografia è sbocciato quando è entrata a far parte della mia vita una persona davvero importante, questo incontro mi ha dato modo di poter esprimere la mia creatività.

La tua prima macchina fotografica?
Una Canon FT QL 35 mm ereditata da mio papà.

L’ultima?
Una Nikon D40.

Che rapporto hai con il digitale?
Ho iniziato a fotografare in analogico per poi avvicinarmi al digitale del quale ora come ora non posso fare a meno, nonostante il fascino di una pellicola riesca  sempre ad emozionarmi.

I peggiori 50 euro della tua vita?
Un kway anni 80 vintage da discotecaro, bruttissimo.

Da fotografare: meglio un corpo femminile o maschile?
Non ho canoni prestabiliti, anche se credo che il corpo femminile possieda una delicatezza, una fragilità ed una sinuosità difficilmente rintracciabile nel corpo maschile.

Se esistesse il nobel per la fotografia tu a chi lo daresti?
Hedi Slimane.

Un fotografo italiano che stimi particolarmente?
Francesca Crippa.

La soddisfazione più grande da fotografo?
Esporre le proprie foto insieme a persone che hanno la necessità di dire qualcosa, proprio come me.

Delusione invece?
Sapere che, ora come ora, avere al collo una macchina fotografica è “trendy” tanto quanto una Louis Vuitton al braccio.

Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?
Voglio essere banale, Pirati dei Caraibi.

Un viaggio, dove?
Ai confini del mondo! Scherzo, lo ammetto sono strippato con Pirati dei Caraibi si notava? Comunque, partirò a breve per New York per alcuni mesi.

Un film, un libro e una canzone.
Film: Donnie Brasco.
Libro: I dolori del giovane Werther.
Canzone: Swim dei Jack’s Mannequin.

Una cosa che vorresti dire, ma che non ti è stata chiesta?
Dark is the way, light is a place.

Come sempre, ringraziando Alessandro per la sua disponibilità vi lasciamo in compagnia della sua fotografia www.alessandromitola.carbonmade.com