From Pitti with love: Barbara Boner

In occasione della 79esima edizione del Pitti Immagine Uomo appena conclusosi, Enquire ha fatto un salto a Firenze, e tra il marasma di fashionisti e adetti del settore si è fatto affascinare da un marchio racchiusio nell’intimo PITTIW n°7 ospitato all’interno della Dogana a due passi dalla Fortezza da Basso in cui era presente tutto l’universo della moda uomo. E’ un brand italiano ma che ha una forte connessione con l’estero, soprattutto con la creativa Inghilterra. Stiamo parlando di Barbara Boner, marchio di accessori, nasce interamente dalla creatività della designer Barbara Boner, italiana vissuta in Inghilterra in cui ha portato avanti i suoi studi artistici.

Il suo marchio ci propone borse che accompagnano il corpo come se fossero una seconda pelle, lo avvolgono quasi per vestirlo. La parola d’ordine è “frangia”, per le borse chiamate Ginger, declinate in diversi materiali dalla nappa al tessuto, ed in vari colori, come l’antracite, il nero, il marrone e il panna.

Le frange accompagnano il corpo con suadenza e morbidezza donando a questi accessori grande dinamicità, in pelle o in tripolino, assumono doppie tonalità per vivacizzare l’immagine ad ogni movimento. Le borse in tessuto sono di cotone nero stone-washed, usurato, rovinato che rende bene l’immagine di donna per cui questa linea è stata realizzata: una nomade. Ovviamente la proposta non si limita a questa linea. L’intera collezione, chiamata SNOWFLAKESHIRE, ci porta in un’immaginario regno dei ghiacci in cui la fanno da padrone pelliccie, pelli, materiali caldi che avvolgono per riparare e per contenere. Scialli, cappucci, colli, gilet e maschere in pelliccia e pelle che, oltre agli accessori, sono tutti stati concepiti per essere delle second skins. Non a caso l’intero look book della collezione è stato realizzato fotografando la modella vestita solo degli accessori proprio per rimanere in linea con il motto del marchio: “The Best Thing You Can Wear Is Your Skin”. Oltre alle borse della linea Ginger di grande impatto sono le clutch-gioiello da mano chiamate Calypso; piccole ma comodissime grazie alla fascietta laterale che permette l’inserimento della mano per tenere la borsa senza pericolo che scivoli via. Realizzate in pelle di vitello con struttura in metallo nelle tonalità del cipria, cioccolato e nero vengono rese preziose da una pietra d’agata bianca posta sul retro che assume le tonalità della pelle su cui appoggia.

Grande varietà di proposte. Linee sobrie ma allo stesso tempo estremamente caratterizzanti, grazie alla presenza di dettagli ricercati e preziosi. Per una nomade urbana, la proposta di Barbara Boner è una stata una presenza interessante all’interno di questa piccola anteprima.