Le nouve “Jean” D’Arc: Asger Juel Larsen

Le scuole di moda, in Italia, oggi vestono un ruolo ambivalente e non ben definito, sia nel panorama di “casa nostra” che in quello internazionale.
Sebbene sulla carta rappresentino ancora una fucina di talenti del futuro made in Italy, e conservino e accrescano il loro prestigio grazie ai grandi nomi del fashion business annoverati fra tutors e partners assieme alle joinings con importanti colleges e istituti d’arte in tutto il mondo, sono viste con molto sospetto dagli ex alunni.

Probabilmente è un caso, colpa del destino o di una congiunzione astrale, fatto sta che quando si legge di nuovi designers, giovani emergenti, talentuosi stilisti etc., raramente ci si riferisce a geniali promesse sfornate dalle scuole del nostro Paese. Di qualsiasi nazionalità essi siano, infatti, i loro nomi sono puntualmente associati alla St.Martin’s o alla Royal Accademy di Londra, all’Accademia delle Belle Arti di Anversa, ai colleges di New York e così via.

Nessuna sorpresa, dunque, per uno dei menswear designer più presenti sugli editoriali degli ultimi tempi: si chiama Asger Juel Larsen, danese, diplomato nel 2009 al London College of Fashion con il massimo dei voti, fra i 26 finalisti del Mittelmoda di quell’anno, tre collezioni all’attivo. Un curriculum di tutto rispetto! Verrebbe quasi da dire che stia bruciando le tappe, eppure, guardando i suoi lavori, salta subito all’occhio la coerenza delle collezioni, quindi ci si convince che probabilmente stia solo facendo, e bene, ciò che gli viene naturale e gli riesce meglio.

Già dal suo debutto, con la S/S 2010, dichiara placidamente di considerare la collezione un’immagine specchio di se stesso e, ispirato da eventi storici e dagli eroi protagonisti di film come Terminator, riversa nelle sue creazioni forti contrasti di volumi, strutture e materiali. Una continua dicotomia, evidente in una silhouette “spezzata”: metà slim, metà over.

Le prime due collezioni sembrano due capitoli di un romanzo medievale ambientato nel presente, in cui un novello “Giovanna D’Arco” combatte per la sopravvivenza; sullo sfondo uno scenario sci-fi, un eclettico, lontano e severo futuro in cui l’eroe veste di pelle, PVC, gomma, metallo e neoprene. Una moderna interpretazione dell’artigianalità, in cui la cura del dettaglio coincide con pezzi limited edition e accessori fatti a mano (particolare attenzione va alle collaborazioni con Mauricio Stein che hanno dato vita a fotografatissimi occhiali da sole). Cashmere, lana grossa, seta e cotone, morbida pelle di agnello, segnano il confine con il lato soffice e delicato delle collezioni, il cui simbolo è una rivisitata e contemporanea cotta in maglia, degna dei più urbani cavalieri metropolitani.

L’uomo vestito da Asger è il tipico metrosexual, la cui mascolinità e forza vengono fuori in ogni suo aspetto, accompagnati da una decisa carica sensuale. E’ questo il leitmotiv della collezione S/S 2011, WELDING MAN, di cui protagonista è un immaginario “meccanico”, impegnato nell’intensità del lavoro manuale, fra il primitivo e il tecnologicamente avanzato. Al centro della scena top tagliati, senza maniche, declinati nei soliti materiali a cui Asger è tanto affezionato e in una palette colori che va dai neri, ai rossi, agli aranci e ai color carne.

Curiosi di vedere cosa avrà proposto per la F/W 2011, ideata mentre prepara il diploma del Master in menswear sempre al London College of Fashion, e presentata prossimamente durante la Berlin Fashion Week, possiamo intanto seguire quello che fa sul sito www.asgerjuellarsen.com e sul blog www.asgerjuellarsen.blogspot.com.