You will meet a tall dark stranger

Non è mai facile andare contro a Woody Allen, genio incontrastato del cinema internazionale, ma talvolta risulta necessario. Anche i migliori sbagliano, per 98 minuti consecutivi. Dopo il delizioso Whatever Works, il regista e sceneggiatore americano inciampa in una commedia sterile, che poco ha da spartire con i suoi capolavori iniziali.

You will meet a tall dark stanger parte dalla settantenne Helena, abbandonata dal marito per una squillo giovane e stupida, ed arriva sino alla figlia, nervosa ed irrequieta. Un marito insoddisfatto (innamorato della bella dirimpettaia indiana), un desiderio di maternità irrealizzato e una cotta non ricambiata per il proprio capo sono gli elementi che rendono la sua vita, potenzialmente perfetta, un vero e proprio inferno.

Non bastano i lunghi occhi da cerbiatta di Freida Pinto, non è sufficiente l’esperienza del premio Oscar Anthony Hopkins. Il risultato è un film monocorde, senza particolari spunti narrativi, che viaggia tranquillo per un tratto imprecisato, senza riuscire a trovare una fine che possa coincidere con la meta agognata.