Like a rolling stone through the ages of rock

“Mick Jagger. The Photobook”, è una raccolta di immagini d’autore che ripercorrono la carriera dell’enfant terrible del rock, in co-produzione con il Festival Rencontres d’Arles, alla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano. Cecil Beaton, Annie Leibovitz e Peter Lindbergh, questi sono solo alcuni dei nomi presenti, interpreti della personalità di un’icona che, dagli anni Sessanta ad oggi, ci ha fatto gridare in faccia alla società “I can get no satisfaction no no no”, dall’alto della nostra adolescenza.

Indossa una maschera ed una giacca a stampa animalier, ed io lo vedo danzare attorno a quell’albero, come un giullare, a seguire il ritmo sincopato in una giungla di suoni, ripetendomi senza sosta “Please allow me to introduce myself I’m a man of wealth and taste I’ve been around for a long, long year, stole many a mans soul and faith and I was round when Jesus Christ had his moment of doubt and pain”. Sto parlando della fotografia scattata da Anton Corbijn, regista di molti video musicali tra i quali Enjoy the Silence dei Depeche Mode, e del capolavoro, “Control” (2007), omaggio a Ian Curtis e ai Joy Division.

Herb Ritts, invece, firma un altro scatto, dove vediamo la fama mostrarsi senza sconti. Tenere la testa fra le mani non le impedisce di viaggiare ad alta velocità attraverso la strada del successo, ma forse, al nostro idolo non interessa molto, l’importante è ripetersi che the sound of strangers sending nothing to my mind, e camminare lungo la strada for a moonlight mile.
Personalità camaleontica, sfrontatezza e quelle labbra che sono diventate un marchio. “Mick Jagger è universale. Il suo viso così particolare ha fatto di lui l’archetipo della rock star”. Così François Hébel, direttore del festival Rencontres d’Arles, lo descrive. Vi invito a verificarlo sul campo, precipitandovi in Piazza Tito Lucrezio Caro.

[Io, da piccina, armeggiavo al giradischi e mi sedevo
sul tappeto del salotto ad ascoltare, rapita,
“But Angie, I still love you, Baby, ev’rywhere I look I see your eyes”.
Grazie papà per avermi regalato quella t-shirt
del concerto degli Stones del 1972].

Fino al 13 febbraio.
Per informazioni eccovi il link del sito www.formafoto.it