Banksy, vandalismo o arte?

Gli Street Artists sono sempre stati colpevolizzati di essere lo specchio del declino della società moderna avendo per la gente una sola funzione, quella di imbrattare strade e muri.
Per questa ragione Banksy decise di non aspettare che il mondo dell’arte lo scoprisse, e portò i suoi lavori direttamente da lui. Nel 2003 infatti, si infiltrò come un comune visitatore al British Museum di Londra e appese ai muri, tra i capolavori dell’arte, alcune delle sue creazioni, fra le guardie distratte e visitatori perplessi. Attirò su di se l’attenzione dei media in un colpo solo, e fu l’inizio del suo successo.

La stampa e i giornali cominciarono a conoscerlo. Il pubblico lo amò; anche perchè non serve una profonda conoscenza dell’arte dei writing per capire Banksy, lui comunica in silenzio attraverso il media popolare per eccellenza: il muro.
Il suo vero nome non è noto (Banksy è ovviamente uno pseudonimo), ma i suoi lavori sono di certo la sua firma inconfondibile. Tra le sue famose vandalizzazioni c’è una cabina del telefono, presa dalle strade di Londra, tagliata, spezzata e lavorata in studio e ricollocata nella City. Guardata per giorni con sospetto dagli inglesi, l’atto vandalico fu venduto all’asta da Sotheby’s per quasi mezzo milione di sterline.

Banksy lavora soprattutto con gli Stencils, che crea nel suo studio e che riproduce nei muri delle città, da Londra a New York. Agisce nel silenzio della notte per far apparire col sorgere del sole un nuovo atto di protesta, un poliziotto che perquisisce una bambina o ragazzini che giocano a palla con un cartello di divieto dell’uso dei palloni; tutte critiche sia all’Inghilterra schiava della CCTV (servizio di sorveglianza) che alle false icone, alla polizia, alla sudditanza e a tutto quello che ai giorni nostri non fa usare più la propria iniziativa.

Fu lui a vandalizzare la statua di Boudicca, sempre a Londra, mettendo delle finte ganasce alle ruote della carrozza, multando cosi la statua per parcheggio abusivo, (nota dolente per gli inglesi che approvarono il gesto).
Nella mostra del 2009 a Bristol ha raccolto tutta la sua vena critica verso la società: ha fatto stampare un milione di sterline in pezzi da £10 con l’immagine di Lady Diana al posto della regina sconvolgendo la folla e ha scioccato con l’installazione dei chicken Mc Nuggets in un’aia, o i pesciolini nella vasca come dei bastoncini di pesce, in un mondo dove i bambini non hanno più contatto con i cuccioli ma tanta con i fast food.

Molti writers lo odiano, altri lo adorano e il resto lo invidia, lui che ha fatto quello che ogni artista avrebbe voluto fare: comunicare al popolo con chiarezza e facendolo riflettere, lasciando una traccia di se sui muri, cancellabile si, ma indelebile nella storia dell’arte.

Pictures from Exhit through the gift shop Museum of Bristol, 2009 Bristol.
Courtesy pictures www.encosion.com