Incubi e cowboys: Daniel Palillo

La musica è un elemento fondamentale della nostra vita, ci porta in mondi lontani, a viaggiare con la mente, accende connessioni nuove ed inusiali ispirandoci continuamente. Ogni collezione è legata esplicitamente o meno ad un sound, che provenga da una canzone, da un autore o da un disco preciso c’è sempre una scintilla che scatta tra il designer e l’atmosfera suggeritagli dal suono che sta ascoltando (o che ascolta da sempre).

In questo caso è un gruppo preciso che ha ispirato il designer finlandese Daniel Palillo per la sua collezione ss 2011 chiamata “Cowboys and Nightmares”. Daniel  realizza la sua prima collezione del 2006, quando è ancora uno studente d’arte; in breve tempo la sua linea si amplia arrivando a Parigi e ad Hong Kong. Tutto questo è stato possibile grazie alla particolare visione di Daniel, spontanea e sempre aperta alle nuove influenze, totalmente libera da ideologie. Carattere distintivo del suo lavoro è una continua compenetrazione tra elementi opposti, e in apparenza totalmente impossibili da unire, che però danno vita a qualcosa di finito e preciso.

Per quanto riguarda la collezione estiva l’influenza proviene, nello specifico, da un gruppo rock and roll fillandese, chiamato Leningrad Cowboys (foto sopra): ho avuto l’occasione di conoscere uno dei componenti del gruppo e di scambiare quattro chiacchere con lui. spiega Daniel Ho esaminato il loro stile nel dettaglio, ed è cosi che questo gruppo mi ha ispirato. Il lato Cowboy della collezione proviene proprio da qui. Il dress-code di questa band è bizzarro e impressionante, soprattutto per la grandissima cura e ricercatezza. In sostanza è una fusione di elementi tipici dell’immaginario ispano-americano dell’epoca dei cowboys conditi con enormi ciuffi laccati e scarpe dalle punte lunghissime. Daniel però non si è fermato qui, fedele al suo stile tragicomico caratterizzato da uno humor nero, ha unito l’ispirazione proveniente dalla musica con le forme stilizzate e macabre tipiche di Halloween.

Il risultato  è una collezione irriverente e sarcastica, fatta di forme geometriche ritrovabili soprattutto nelle stampe; una miriade di disegni bidimensionali vivacizzano leggings, abiti e maglie con grandi occhi stilizzati, triangoli, loghi e ossa. Nell’ampio spazio messo a disposizione dalle t-shirts si ritrovano scritte giganti tra cui la frase “I Hate Myself And I Want to Die”, tratta dall’omonima canzone dei Nirvana del 1993. I capi presenti sono leggigns di cotone, con inserti in rete, shorts, abiti con balze in quantità esagerata, abiti cortissimi o lughissimi, t-shirt oversize per una ragazza giocosa, un pò macabra, che si diverte con gli scheletri e le zucche.