Una visione sinestetica: Nadja Penfold

L’ispirazione, per i designers e per tutti gli artisti in generale, può provenire da qualsiasi cosa; un ricordo, un’atmosfera, una sensazione, un luogo, una persona, un oggetto, un’opera d’arte o una semplice operazione analogica. Non è mai facile descrivere esattamente da dove l’idea nasca, né perchè si sia sviluppata in un modo anziché in un altro ed è altrettanto arduo tradurre ciò che è nato nella mente in un oggetto concreto, in un materiale o in una forma. La difficoltà di questo percorso è spesso portatrice di conflitti emotivi interni, anche molto forti, tutti finalizzati a trovare quel qualcosa che renda fedelmente l’idea che si ha concepito. Tutto avviene quindi primariamente a livello mentale ed emotivo. Ma come è possibile utilizzare un fenomeno sensoriale, quindi che avviene nella nostra mente, come punto di partenza per una collezione? Questo è il caso di Nadja Penfold, designer inglese, che per la sua graduation collection per il BA in Moda presso la Kingston University è partita proprio da un fenomeno sensoriale e cognitivo come la Sinestesia: Il termine sinestesia viene dal greco syn = unione ed aisthesis = sensazione. Letteralmente significa percepire insieme: la percezione di suoni colorati o viceversa è il tipo di sinestesia più ricorrente. E’ un fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una “contaminazione” dei sensi nella percezione dovuta al fatto che i nostri sensi, pur essendo autonomi, non agiscono in maniera del tutto distaccata dagli altri. Indicativo di un’effettiva presenza di sinestesia è il percepire uno stimolo con una reazione netta e propria di un altro senso.

La designer inglese ha quindi tradotto le sue percezioni sensoriali in materiali e forme, in modo da indurre delle connessioni particolari tra i sensi a chi osservi e tocchi le sue creazioni. La designer spiega così la propria idea: usando il tatto come tema centrale, ho esplorato i confini confusi tra i convenzionali processi cognitivi e i sensi che si sovrappongono in un modo vissuto solo dal Sinestesista. Il risultato è una collezione in cui la vista, senso predominante per la progettazione estetica, diventa assente. Lavorando proprio su quest’assenza, ha realizzato capi che stimolano i sensi utilizzando nei ricami jacquard i rilievi tipici della scrittura Braille, toccandoli si legge: Ascolta i colori. Vedi i suoni. Assapora il tatto.

Una collezione stimola i sensi in modo sofisticato e sobrio, un’eleganza data da silhouettes fluide e semplici, in modo che il tatto sui tessuti prevalga sulla vista che non viene sollecitata troppo grazie all’uso di colori basici come il nero, il carne e il grigio. Sobrietà concettuale ecco come si esprime la giovane designer inglese appena uscita dalla Kingstone, promettente in modo inequivocabile. Speriamo di vederla presto con altre sue creazioni, intanto www.nadjapenfold.com