Gastro-illusioni: visioni culinarie d’arte

Questo mese ho visitato la XIV° Edizione della bbccEXPO di Venezia, e sono stata attratta dal padiglione degli accademici creativi: Gastrovisioni. Installazioni invitanti, colorate e saporite, perchè qui si parla di cucina, ma non nel senso tradizionale del termine. Queste opere mirano alla mutevolezza ed al rinnovo costante della materia, al colore, alla consistenza ma, soprattutto, al potere simbolico che è insito nel concetto di cibo. Convivialità, aggregazione e comunicazione, questi i punti chiave. lo spettatore diventa pertanto co-attore all’interno di un meccanismo artistico che vuole rappresentare e studiare come reagisce il nostro corpo allo stimolo sensoriale.
La dimensione performativa vede il cibo come opera d’arte portando l’attenzione alla percezione che il corpo ha delle apparenze, per poi stravolgerle attraverso tilt percettivi che inducono in errore il commensale improvvisato. Un esempio è il classico spritz veneto, servito in bicchieri di plastica molto piccoli e condensato in gelatina, senza privarlo della fetta d’arancia d’ordinanza, oppure, il tramezzino apparentemente salato, che, al primo morso, denota un’ingente farcitura di crema pasticcera. Colore e forma potrebbero ingannare lo spettatore, inducendolo a pensare che ci si trova davanti ad un banalissimo catering, invece si tratta di un percorso espositivo che mira a mettere in discussione gli istinti che guidano l’essere umano, indirizzandolo verso determinati risultati.

Nulla si accorda all’immagine che il cervello si era costruito e che ci faceva sentire sicuri di quello che stavamo mangiando, così dichiarano Marco Bacci, Monica Pretegiani e Manuela Balint, ideatori del progetto. Il soggetto interagente divent pertanto un gastrovedente, che vede crollare tutte le certezze che egli stesso si è costruito nel corso della propria memoria sensoriale in ambito culinario.

Questo collettivo ha già esposto con Volume Collection, curatore Nemanja Cvijanovic Bevilacqua la Masa Palazzetto Tito Venezia e, Se Dio vuole una mostra sorprendentemente spirituale curatore Rosario Sorbello Trastevere 259 Roma. Consiglio pertanto di sorprendervi e farvi guidare da questi brillanti creativi in tutti i percorsi che creeranno. Sono certa che sarà un 2011 sperimentale!

Per maggiori informazioni, al momento è disponibile solo la pagina Facebook dal nome Gastrovisione, diventatene fan e non ve ne pentirete!