Juno

Non vedo quello che chiunque può vedere, in nessun’altro, tranne che in te cantano Juno MacGuff e Paulie Bleeker, seduti su una scalinata di marmo, strimpellando accordi con la chitarra.
Parto dalla fine del film per raccontarne l’inizio, per parlare di questa ragazza speciale, che riunisce in sé la forza della tigre e la fragilità della farfalla.
Le presta il volto Ellen Page, giovane attrice canadese, alla sua prima prova da protagonista assoluta in un film.

Juno è la storia di un’adolescente che scopre di essere incinta, della sua coraggiosa scelta di far nascere il bambino e di affidarlo ad una coppia che trova sull’inserzione di una rivista.
La forza della pellicola sta nella sceneggiatura originale, nell’estro di Diablo Cody (blogger ed ora sceneggiatrice di grido), che opta per una lingua vera, cruda, reale, molto vicina a quello utilizzata dai ragazzi odierni.

Un Premio Oscar, un Bafta, tre Indipendent Spirit Award. Dopo Thank you for smoking, Jason Reitman riesce a centrare il bersaglio anche con questo suo secondo film, che sa di cannella e cioccolato, inno agrodolce alla vita ed all’amore, che persiste nonostante tutto. Lo shock, i pregiudizi, la gravidanza, il distacco. È un amore radicato e paziente, che attende nove mesi senza sbuffare. Non vedo quello che chiunque può vedere, in nessun’altro, tranne che in te.
Un amore di questo tipo.