Kaws’ artworks

C’è un momento giusto per ogni cosa.
Ha una monografia in uscita, una personale a Parigi una ad Hong Kong ed una a Tokio. Firma collaborazioni continue dividendosi tra fashion system, mondo musicale e la sua (discutibile) linea di abbigliamento. Ha marchiato con la “X” personaggi come Simpsons, Griffin, Puffi, Sponge Bob, Titty fino al Pinocchio disneyano completo di inseparabile Grillo parlante. Ha sbattuto Rihanna in versione cover girl, cinta da un serpente tentatore e guarnita da dito medio avvolto nel guantone di Topolino.

Riassume la Pop Art più immediata, diretta, astratta, concentrando il grande caos della comunicazione moderna. In una parola: Kaws.

Nella sua vita precedente era solito bombardare New York di graffiti dal sapore Old School, sostituire i manifesti pubblicitari installati nelle pensiline degli autobus con decal che non lasciavano indifferenti.
Quale veicolo migliore della pubblicità per imporre il proprio stile. Cavalcare il mostro dell’Advertising, volgendolo a proprio favore.

Il resto è storia.

Il passaggio obbligatorio dalle strade alle gallerie, lo sappiamo bene, è facile per chi conosce il verbo.
Connessioni dirette con esponenti dal nome altisonante come Mr.Pharrell, Mr. Jacobs, Mr.West, Mr.Nigo hanno inevitabilmente fatto da cassa di risonanza per questo giovanotto del New Jersey.

L’evoluzione del suo stile ha acquisito sempre più consistenza, come i colori delle tele: pieni, corposi e dannatamente brillanti. Schiaffi in quadricromia dalle tinte vivaci, acide, pungenti come i poligoni che costruiscono i particolari delle sue composizioni. Acrilici che prendono forma, si accatastano in geometrie astratte fluttuanti. Profondità Pop.

Sponge Bob probabilmente è il personaggio che sopravvive da più tempo nell’immaginario di Kaws.
La sua evoluzione è stata fortissima, sebbene abbia mantenuto gli stessi tratti somatici nel corso della storia.
Dai primissimi dipinti per Pharrel Williams alle ultime tele protagoniste nella mostra Pay the Debt to Nature attualmente in corso alla Galleria Perrotin di Parigi, si può notare la rivisitazione del cartoon attraverso il pennello dell’artista.

Il Companion rimane però il risultato più riuscito. È stato ritratto in ogni veste: in legno, ad altezza umana, con parti anatomiche fluo, in acciaio cromato, fino alla versione da cinque metri presentata all’ingresso dell’ultima personale di Hong Kong.

Perché Kaws è la causa e l’effetto di un cerchio comunicativo completo www.kawsone.com