Un caffè con Marco Abete

Marco Abete nasce ad Avellino a Febbraio di trent’anni fa.
Fotografo, artista multimediale, scrittore, musicista, muove i suoi primi passi a metà anni 90 prestando voce e testi a diversi progetti musicali. Si dedica poi alla musica elettronica e alla composizione di colonne sonore per corti d’autore.
Nel 2000 e nel 2004, vengono pubblicati due suoi artbook in tiratura limitata: Sbava la crisalide e La Casa del Gelo Disarmante.
Dal 2005, la sua attenzione si concentra prevalentemente sulla fotografia digitale e l’ibridazione tra i vari media (fotografia, musica, scrittura, video).

La fotografia per te è?
Una parziale realizzazione di ciò che non saprei esprimere in altro modo
La tua prima memoria fotografica?
Intorno agli 11 anni fotografai degli animali in movimento con una polaroid.
Quanto è importante la formazione nella fotografia?
Più che la formazione tecnica credo sia più importante la formazione emotiva, l’essere in grado di intraprendere un percorso proprio e cercare di non lasciarsi influenzare dai dogmi formativi canonici.

La tua prima macchina fotografica?
Una polaroid a otto anni.
L’ultima?
Una Holga.
I peggiori 50 euro della tua vita?
Una serie di libri fotografici teorici, assolutamente inutili.

Da fotografare: meglio un corpo femminile o maschile?
Ho fotografato entrambi con lo stesso piacere fino ad ora, ma preferisco la sfera femminile, ha più sfaccettature e mi permette di variare le atmosfere.
Se esistesse il nobel per la fotografia tu a chi lo daresti?
Escludendo mostri sacri credo che lo darei a Recuenco.
Un fotografo italiano che stimi particolarmente?
Paolo Roversi.

Un fotografo invece, sempre italiano, secondo te sopravvalutato?
Ma credo che la maggior parte siano sopravvalutati, tranne qualche giovanissimo digitale o qualche vecchietto fedele alla linea analogica. Mi sembra che ci sia tanta poca voglia di far discorsi inusuali o personali. Vedo tanti cloni di cloni di cloni ma soprattutto un proliferare del cattivo gusto.
Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?
Le Voyage Dans La Lune di Melies. In altri giorni Ichi the Killer, altri ancora Satantango di Bela Tarr esclusivamente per poter camminare per un’ora in un bianco e nero senza che nessuno dica cazzate.
In vacanza: meglio con gli amici o con la ragazza?
Dipende dalla meta. Forse meglio con le ragazze dei miei amici.

Un film, un libro e una canzone.
Film: Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante.
Libro: Trilogia della città di K.
Song: Disorder dei Joy Division.
È il tuo giorno fortunato, esprimi un desiderio.
Avere più occhi e più braccia e più organi interni per garantirmi un ricambio in caso di malfunzionamento.

Il suo portfolio personale www.marcoabetelnc.carbonmade.com