Urban Camou

Urban Camou nasce nell’ormai lontano 2006 dalla mente di Luca Bortolotti, che all’interno di questo spazio documenta eventi, prodotti e persone. Propone, presenta adv ed immagini, comunica appuntamenti; insomma ragguppa una totalità di aspetti tutti legati direttamente o indirettamente al mondo dello streetwear & sportwear, del design o del divertimento. I save the date non mancano, sottolineando così il valore e l’importanza delle informazioni di servizio e ovviamente con annessa documentazione.
Abbiamo incontrato il creatore del blog per scoprire chi ci si nasconde dietro e gli abbiamo posto le inevitabili domande, curiosità.

Età?
L’anagrafe me ne da 37, ma dentro me ne sento almeno una decina di meno.
Professione?
Sono Senior Art Director presso un’importante Communication Agency.
Dove vivi?
Vivo a Modena.
Quando e perché hai deciso di aprire il blog?
Ho fondato UrbanCamou all’inizio del 2006 dopo che mi ero reso conto che tutto quello che mi interessava, e non parlo solo di abbigliamento, ma anche di fenomeni di costume, trends ed eventi, si riusciva a trovare solo su siti web giapponesi, che non riuscivo ovviamente a leggere. Ho pensato così di iniziare quantomeno a prendere le immagini che trovavo online e soprattutto cercare di capirci qualcosa, rieditando il tutto in duplice testo, sia italiano che inglese. Almeno all’inizio, infatti, UrbanCamou era bilingue, poi per comodità l’italiano è stato abbandonato.
La scelta degli argomenti da trattare è stata immediata o una conseguenza?
I contenuti li avevo chiarissimi fin dall’inizio, metterli online è stata una conseguenza naturale per me.
Con che frequenza lo aggiorni?
All’inizio mi ero ripromesso di postare un aggiornamento al giorno e per un po’ ci sono riuscito; ultimamente per una serie di concause, lo aggiorno una o due volte a settimana.
Che riscontri stai ottenendo?
Direi buoni. Ricevo parecchie email di gente dalle parti piu’ disparate del mondo che mi testimoniano il loro apprezzamento. Queste email valgono più di qualsiasi altra cosa e, assieme alla grande passione che mi muove, sono la benzina per portare avanti UrbanCamou.
Qual è il target a cui il tuo blog si riferisce? Il tuo utente medio chi è?
Credo che il mio utente medio sia un maschio, con un’età che va dai 20/25 ed arriva fino ai 40/45. Ama una certa estetica, una certa tipologia di streetwear
e che soprattutto conosce già i brands ed i nomi che io cito. Lo vedo informato, curioso e con un stile ben definito.
Come e dove trovi il materiale su cui scrivi?
Non uso RSS o altre diavolerie simili! Mi spulcio tutta una serie di siti che amo e che so che hanno contenuti che mi interessano. Quando noto qualcosa che attrae la mia attenzione cerco di riportarlo sul mio blog. A volte capita che da una notizia interessante, inizi a saltare tra un link ed un altro e mi ritrovo così a scoprire altre notizie che altrimenti non avrei notato.
Molte altre informazioni, impulsi, ispirazioni, mi arrivano direttamente dal lavoro che faccio.
Quello che scrivi rispecchia il tuo gusto personale, oppure effettui le tue scelte solo in base alla novità e originalità di quello che vedi?
Le notizie che posto rispecchiano assolutamente il mio gusto. Non ho mai postato niente che non amassi o che non trovassi interessante ed ispirazionale.
Quanto tempo ti occupa gestire il tuo blog?
Non ho mai contato le ore passate davanti al monitor, forse perché non mi sono mai annoiato di fare quello che faccio.
Quando mi annoierà credo che vorrà dire che il tempo per UrbanCamou è scaduto.
Il blog solo come passione oppure credi che possa diventare qualcosa di più?
La molla che mi ha sempre dato la spinta per continuare è la mia infinita passione per un mondo, quello dello streetwear, della street-culture, che non mi riesce proprio ad annoiare.
Cosa pensi del fenomeno dei blog? Possono influenzare un settore?
Credo proprio di si. E’ già successo e sta succedendo a tutti i livelli. Alcuni bloggers sono diventati celebrità e sono riusciti, grazie alla loro abilità e ad una forte dose di culo, a monetizzare la loro passione. Soprattutto nell’ambito della Moda, credo che alcuni blogs abbiano raggiunto un livello di influenza notevole.
In cosa il tuo blog si differenzia dagli altri?
Il mio blog è piccolo, caldo ed intimo. Non c’è spazio per “haters” o “wannabe”.
Blog italiani e blog stranieri. Ci sono differenze?
All’inizio si. Parlo di 6/7 anni fa. Soprattutto a livello contenutistico: era praticamente impossibile trovare un solo blog che parlasse di streetwear “alto” in italiano. Da alcuni anni a questa parte, credo che ogni differenza si sia appianata e adesso secondo me il panorama si è uniformato.
Progetti per il futuro?
Tanti, sia per quanto riguarda l’online che per quanto riguarda l’offline. Però scaramanticamente, non mi va di annunciare nulla. Come di dice in questi casi: stay tuned!