Un caffè con Mario Zanaria

Mario Zanaria e un ingegnere di formazione per errore di gioventù come è solito dire lui.
La passione per la fotografia la scopre sin da bambino, appena 12enne. Privilegia il ritratto, spaziando volentieri dal reportage alla moda. Vive e lavora a Milano.

La fotografia per te è?
Una malattia, spero incurabile.

Fotografi preferiti?
Tanti, tantissimi, probabilmente troppi e profondamente diversi tra loro.
Da Mulas a Petersen, da Avedon a Sieff a Newton, da Lachapelle a Tim Walker a Thorimbert, da Cartier Bresson a Pellegrin. Potrei andare avanti ancora molto.

Analogico o digitale?
Secondo me, dal punto di vista del risultato, la cosa è assolutamente ininfluente: una foto è una foto indipendentemente da come sia stata fatta. Diffido profondamente di chi sostiene il contrario (ho esposto una serie di fotografie fatte in Laos e Birmania, sia in analogico, sia in digitale. Nessuno è stato in grado di identificare quale foto era stata scattata come). Da un punto di vista pratica uso ormai quasi solo digitale per comodità.

Lomo o polaroid?
Nessuna. Per quanto le abbia usate e ne riconosca il fascino, trovo siano due strumenti con un’impronta così forte da mettere in secondo piano il contributo del fotografo, o utili espedienti per mascherarne la pochezza.

I tuoi abituali strumenti di lavoro?
Leica e 35mm, Canon e 50mmm.

Bianco e nero, perchè?
Fondamentalmente perché mi permette di fare pulizia, di eliminare gli elementi non necessari e concentrarmi su quello che mi interessa. Sicuramente, dopo tanto tempo, anche un po’ per abitudine, anche se ultimamente mi sto lasciando tentare dal colore.

Oltre la fotografia che altro ti piace fare?
Molto. Riassumendo in una parola direi: conoscere. Quindi viaggiare, leggere, incontrare persone, imparare nuove lingue, nuove materie, ascoltare musica.

Devi partire. La prima cosa che metti in valigia?
Ovviamente la macchina fotografica.
La prima cosa che fai appena sveglio?
Bevo due bicchieri d’acqua.

Un libro, un film e una canzone.
1984, Blade Runner, Ovunque proteggi.
Ma qui è come la slot machine: ogni volta che tiri la leva vengono tre cose diverse
La tua citazione preferita.
Son tutti bulicci col …. degli altri.

Una cosa che vorresti dire ma che non ti è stata chiesta?
Perché mi piace fotografare. Penso, in fondo, per timidezza: la fotografia mi permette di incontrare e osservare le persone come probabilmente non riuscirei a fare senza la macchina fotografica.

Questo era Mario Zanaria e questo il suo sito www.zamario.com