Un caffè con Alessandro Villa

Nato a Vaprio d’Adda il 09 agosto 1974.

Dopo la laurea conseguita all’Accademia delle Belle Arti di Brera nel corso di pittura, si dedica all’insegnamento delle discipline pittoriche alla Scuola d’Arte Andrea Fantoni di Bergamo.
Da quattro anni insegna anche al Politecnico di Milano, facoltà di Scienze dell’Architettura, come titolare del corso di Modelli per l’Architettura.
Non esiste una tipologia di persona, un’età o un momento particolare che predilige fotografare; bambini, adolescenti, adulti e anziani sono allo stesso modo un’inesauribile materia prima.

Qual è la tua prima memoria fotografica?
Risale al II anno dell’Accademia (di Brera).
Ho frequentato con un certo insuccesso il corso di fotografia (che aveva 3000 iscritti ed un laboratorio di 20mq); conquistata la valutazione più bassa dei miei 24 esami ho rimesso la reflex nella scatola ed infilato il tutto in un armadio profondissimo.
Analogico o digitale?
Digitale. Non amo sorprese allo sviluppo del rullino, mi piace ottimizzare il tempo e adoro tutta la fase di postproduzione.

Quando hai deciso che il tuo tempo libero l’avresti impiegato facendo il fotografo?
Non l’ho mai deciso; circa 4 anni fa ho ripreso a scattare con una certa frequenza, ma alterno la passione fotografica ad altri interessi.
Adesso, ad esempio, mi piacerebbe dedicarmi ai video.

I peggiori 50 euro della tua vita?
50 euro è difficile che li rimpianga; ma posso parlarti di 1500 euro buttate via nell’acquisto di un montone mai messo.
Anzi, credo che da qualche anno riscaldi gli inverni di mia mamma.

Avere 18 anni,come nasce questo progetto?
Sono un insegnante e vivo buona parte delle mie giornate in mezzo agli studenti.
L’idea nasce da alcune foto scattate durante uno stage a Parigi; riguardandole ho pensato ne potesse nascere una serie sugli adolescenti.
Il progetto non ha un obiettivo particolare, prevalentemente è una ricerca estetica.
La forza e la determinazione di alcuni dei loro sguardi è impagabile.

L’album che stai ascoltando di più in questo periodo?
Penny Sparkle dei Blonde Redhead.

Un libro che non rimetteresti più sul comodino?
Non Si Muore Tutte Le Mattine, di Vinicio Capossela.

Un fotografo che ti ha veramente ispirato?
Pieter Hugo.

Il peggior film che hai visto in questo periodo?
Still Life, di Jia Zhang Ke.

Hai nuovi progetti in corso o esposizioni?
Un’esposizione a Parigi che si chiuderà tra una settimana ed una mostra a Nembro (provincia di Bergamo) nel mese di febbraio (occasione in cui mi piacerebbe presentare anche dei video).
Il progetto “Avere 18 anni” e quello sui Mestieri continueranno nel tempo.
In collaborazione con la fotografa Anna Morosini inizierò un progetto fotografico sulle “contraddizioni”.

Il suo Flickr personale www.flickr.com/photos/unsuono