My Foolish Hearth: Sootiness, sonsy girl

Ci capita spesso di parlare di musica, e soprattutto di musica italiana.
Fortunatamente abbiamo la possibilità di conoscere artisti/musicisti provenienti da quel sottobosco italiano che pullula di talento e passione, caratteristiche che reality, pseudo talent show e mercato discografico, troppo spesso sembrano ignorare. Non lasciamoci andare a facili polemiche perchè non siamo qui per parlare di questo, ma dei My Foolish Hearth.
Sono un duo (Stefano Ordazzo e Caterina Sandri) nato nel 2007 con lo scopo di riproporre dal vivo in acustico, voce più chitarra, brani di qualsiasi provenienza: una relazione schizofrenica nella scelta dei pezzi che porta a nobilitare perfino Toxic di Britney Spears accanto alle più qualificate Well…all right di Buddy Holly o Home and dry dei Pet Shop Boys.

La primavera del 2008 porta l’invito da parte della FNAC di Torino ad un’esibizione live nell’ambito della Festa della Musica: My Foolish Heart scelgono di parteciparvi scrivendo, arrangiando e registrando un singolo originale, Ancient ears, completato da una b-side, un remix e un secondo inedito strumentale che risentono degli ascolti Motown.
L’opera riscuote consensi oltre le aspettative artistiche degli autori, al punto che Gary Clark, produttore statunitense tra i preferiti in casa My Foolish Heart, esprime un parere entusiastico sul singolo apripista e sprona la formazione torinese a procedere oltre nella strada della scrittura musicale in proprio.
I pezzi cominciano a svilupparsi velocemente, la loro strutturazione diventa preminente rispetto alla ricerca di occasioni in concerto: Vogliamo limitare al minimo l’uso della tecnologia, dicono, Vorremmo che i nostri brani suonassero come quelli di Revolver o di Forever changes, cerchiamo di utilizzare le voci come un’orchestra, la chitarra come uno strumento percussivo e l’armonica di Dave Moretti come una sezione di fiati.
Con Stefano, Caterina e Davide collaborano Marcellino, fonico ed esegeta del pop, e il pianista Paolo Maggiora, che cura anche il mastering dei dischi.
Il 28 novembre 2009 è la data di release dell’EP omonimo. Cinque canzoni né facili né allegre, in inglese e virate comunque verso il pop, con la tendenza in espansione a tonalità più colorate ed estroverse. Il lavoro viene accolto positivamente
dalla critica specializzata.
Per il 2010 i progetti si fanno più ambiziosi: aggiungere il pianoforte, gli archi e i fiati al materiale di nuova elaborazione, da pubblicarsi entro Natale; farlo anticipare da un singolo, il presente Sootiness, sonsy girl e da alcuni remix di ventura pubblicazione. E provare a intessere relazioni proficue con etichette discografiche e operatori nel booking, nella segreta speranza che anche di questi tempi ci sia un’audience ricettiva per la musica fuori dal tempo, senza tempo.

Decidiamo di ascoltare la loro musica.
Sovrappensiero, ci lasciamo facilmente trasportare. La playlist è casuale: parte You doo right (cover dei Can). Inutile dirlo, è amore a prima vista, o meglio a primo ascolto. La strada per loro non può che essere in discesa. Chi è capace di suonare Can senza snaturarli o banalizzarli merita rispetto.
Continuiamo allora ad ascoltarli con sempre maggior interesse e curiosità. Giunge finalmente il momento di Sootiness, sonsy girl, il singolo che anticipa l’album in uscita tra qualche mese. Il calore resta immutato, voci e suoni sempre corposi carichi di un romanticismo ormai sempre più difficile da trovare. D’altronde la loro musica nasce negli anni, negl’anni oramai andati.
Sootiness, sonsy girl purtroppo finisce, ne vorremmo di più, ma al momento dobbiamo accontentarci con questo delizioso antipasto e attendere l’uscita dell’album.
Potete ascoltarli www.myspace.com/myfoolishheartmusic